venerdì 20 gennaio 2012

sono rimasti in 1

Non è sempre stato così ma questo è il mio periodo revival o vintage, fate voi; sto riequilibrando le pieghe della psiche oltre che la flora batterica quindi devo pensare a Mimmo. 
Lo riempirei di randellate, più spesso che volentieri e non per punirlo ma perchè il suo lamento abbia una serie giustificazione. Non è sempre stato così, lui; c'erano anni che girava su un'auto blu scuro tipo questa per le strade del nord est ovest e centro Sardegna, schivando cinghiali e non capendo un emerito nulla della lingua sarda, ma con l'intento preciso di rimanere lì finchè non avesse compreso almeno un'intera frase. E alla fine ne parlò un dialetto molto bastardo.
Quell'auto lì, ad ogni modo, aveva un problema: i fari. Accesi. Sempre. In anticipo sui tempi, dico io.
Chiunque incrociasse nelle ore diurne, si prodigava nel mimargli il gesto che voleva dire solo una cosa: LE LUCI. 
Mimmo era uno serio, ma di spirito. Sollevava il braccio sinistro per fare intendere che aveva inteso e annuiva, aggiungendo Grazie, fatti i cazzi tuoi

sabato 31 dicembre 2011

e la mezza cippa di fine anno

Una bella lista di intenzioni, obiettivi da raggiungere. 
Che poi le intenzioni siano buone, non è detto da nessuna parte; il privilegio è l'aria che respiro, il pane fresco nel sacchetto di carta, la suola integra delle scarpe, le scadenze mensili rispettate. 
La casella di posta raccoglie i pensieri da conservare ma anche il ciarpame:
- Proposte di incontri con donne di ogni nazionalità (ho dimenticato la spunta sulla f, sono maschio in automatico)
- Offerte groupon per cene in coppia, viaggi in coppia, terme in coppia
- promozioni di scorta dallo staff di qualche cazzo di newsletter 
Oggi non indosserò gli occhiali, è un tentativo, quindi stringo più forte gli occhi, mi inclino verso il monitor, proverò a lavare i piatti senza fare danni e se trovo la porta, scenderò le scale. 
Un paio di volte mi è successo di stare nel caos a occhi nudi, come un pesce nell'acquario, solo ombre contorni sfuocati rumori ovattati; perchè se io non ho la vista perfettamente a fuoco, divento anche un po' sorda. Cose dell'altro mondo. 

sabato 24 dicembre 2011

la mezza cippa di Natale

C'era un piccolo presepe meccanico, da nonna,  fatto a casetta, con una chiave a molla e le statuine dentro: il bue, l'asino, Maria, Giuseppe e in mezzo, nascosto nella paglia, un neonato. 
Cioè a me non pareva proprio neonato, le proporzioni non sono mai state quelle giuste. 
Se caricavi la molla, bue e asinello muovevano la testa a destra e a sinistra, Maria vestita di azzurro si chinava in avanti verso il bimbo, che stava con le braccia aperte (già redentore, doveva saperlo che la vita è un giro), poi tornava su e toccava a Giuseppe. Che regolarmente, a metà canzone, si bloccava, tentennava un po', come avesse mal di schiena, e poi si ritrovava con la faccia a sfiorare la paglia; il bambino era stato furbo e non si era girato ancora ad accoglierlo, altrimenti avrebbe preso una capocciata. 
"Peppe, su! Peppe.." mio cugino ci stava delle ore a parlargli.
Sono passati quasi 40 anni, mia nonna continua ad addobbare l'albero allo stesso modo, tira fuori il presepe, glielo piazza davanti ma non ci pensa più a girare la chiavetta, anzi, a chiunque si avvicini, caccia un urlo e dice NO.
"Giuseppe è stanco. S'è fatt viecchio".

domenica 4 dicembre 2011

nebbia

Se ne stavano alla fermata del 68, quei due, marito e moglie, 
con una valigia, in mezzo alla nebbia.
Lui pareva nervoso, come solo può esserlo un uomo del sud. 
In più sgrammaticato, ma soprattutto nervoso.
Lei, parlava, ma era una litania sottovoce, come un rosario.
Io poche cose ho capito, drammi di famiglia, 
per ragioni irragionevoli, spiegazioni inspiegabili, faide incomprese.
Lei mormora un lamento, lui passeggia irritato, si gira e le dice:
"..questa volta così, un'altra volto.. scendo. 
Perchè chi la porta, lo prende.
Stavolto scendo e glielo dico, quattro."
Mi chiederò tutta la notte, nella nebbia, che faccia fa uno che gli dici "Quattro".

sabato 26 novembre 2011

endorfino

Ancora non l'avevo provato.
Il riso crudo scottato nel burro appena sciolto diventa più biondo e meno tostato,
si agita più composto il vino bianco versato e sfuma lento lento.
I funghi porcini secchi da mesi si rapprendono nell'acqua calda e, strizzati, ri-odorano come da freschi
si abbracciano al riso e gli attaccano il loro profumo.
Tornano a galla a respirare quando li annego col brodo leggero
e poi di nuovo, vanno sotto e intorno e in mezzo.
Son loro a ruotare il cucchiaio di legno, non io. Seguono la danza.

Qualcuno sa che cucino sul serio con l'operetta, devo solo trovare il costume adatto.