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domenica 30 gennaio 2011

il pigiama variopinto a macchie larghe di sugo (cit.)

Sul rovescio della medaglia, viene giù la neve e fa paciarra.
Morbida come lo zucchero a velo sulla torta appena sfornata si scioglie,
per il blocco automobilistico degli idioti della domenica
che da domani possono morire tutti per la polvere sottile;
in fondo meglio il lunedì della domenica.
Mi ricordo i viaggi nella SIMCA1000 con i finestrini chiusi-sigillati e papà che fumava MS a ripetizione.
Non aprire che prendi aria, ti viene il mal di gola.
Scendevo dall'auto con un colorito grigio topo, in tinta con i sedili.
Erano davvero altri tempi, e oggi dico: ho freddo alle scapole.
Risposta: falle sposare.
Bella. Non è mia, c'è chi ha il copyright.

giovedì 23 dicembre 2010

Auguri e baci

Il mio Natale più bello fu nel 1983, quando l'addobbatissimo albero nano sul balcone prese fuoco per un corto circuito e papà pensò che l'incendio si poteva spegnere  con lo spumante.
Non me lo chiedo più perchè sono così, come non mi vedete.
E' di famiglia.
L'augurio più sincero che posso fare a quelli che qui leggono, per questi lunghi giorni di festazza, è di ridere, forte e bene, come me quella notte.
Può essere che ci siamo capiti?

mercoledì 20 ottobre 2010

pensate a grappolo

Sono quelle cose di una volta,
capitate una volta, che non torneranno,
non uguali alla prima volta.

come quando nonno sì lavò i denti col Lasonil scambiandolo per dentifricio

e mia sorella preparò le rolatine di carne con la lavanda al posto del prezzemolo

come quando spensi la sigaretta col piede, ma ero scalza

come il TROPICAL (cocktail del capodanno 1994/95) di nostra invenzione composto da 3 quarti di alcool e 1 quarto di tutto ciò che capitava a tiro. E ho detto -tutto-.

come F. che non avendo più cartine, si rollò una canna col sacchetto
del pane e lo scotch marrone e se la fumò

come la mia prima visione di Psycho

come quando ballavo questa. 


domenica 26 settembre 2010

il destino e il cordone

Di tanto in tanto, passo il sabato sera a casa, evitando locali affollati, muretti e murazzi, strisce di polveri sottili e sottilissime (perchè io non faccio uso di droghe in polvere se non in cucina, ma conosco i miei polli, e la visione delle abitudini del luogo ancora è legale e abbastanza inevitabile), alcol a fiumi, chiacchiere che in quel "di tanto in tanto" mi soffocano.
Io amo il mio silenzio, in quei momenti.
E scopro nuove cose.
Perchè finisco col guardare SuperQuark.. 
La famiglia Angela. Diomio, quelli sono stati ovunque, conoscono chiunque, hanno risposte a enigmi storici scientifici medici e quant'altro. Giacobbo, in confronto,  a quei due gli fa una pippa così!
Ieri sera, per dirne una, ho imparato che gli Aztechi avevano tante e interessanti usanze.. una per tutte, al momento del parto, il cordone ombelicale del neonato veniva conservato e, se nasceva una femmina, veniva seppellito di fianco a un focolare, se nasceva maschio, veniva sepolto in un campo di battaglia.
Per indirizzare al meglio il suo destino.
Certo, ora come ora, posso pensare che fosse un modo un tantino chiuso di stabilire i ruoli uomo-donna, ma nessuno può negare che erano altri tempi e non credo ci fosse molto di diverso da fare. Qualche sacrificio umano, due o tre battaglie, una battuta di caccia, pranzo, cena, semina, raccolto e consultazione del calendario.
Si, poi anche loro si drogavano, ma non stiamo a guardare il pelo nell'uovo.
Se solo avessero saputo che arrivava Cortez a rompergli i marroni, si sarebbero buttati da subito nel narcotraffico. Sto divagando, lo so.
Arrivo al dunque.
Alla fine della puntata, mi sono chiesta se certi rituali siano stati applicati anche qui, in passato; io voglio, io pretendo oggi di riuscire a  capire da dove sono usciti fuori certi personaggi e perchè le loro vite hanno imboccato proprio quella direzione.
Esempi. Quando è nato Minzolini, il suo cordone sarà finito per sbaglio tra le esche per andare a pescare.
Borghezio? metti che la mamma fosse una distratta, ha posato il cordone in frigo e poi, confondendolo con gli avanzi della trippa della  domenica, l'ha dato da mangiare al maiale (perchè sicuro che c'è un maiale nella vita e anche nel giro vita di Borghezio).
Quello di Capezzone è stato usato per giocare ad "attacca la coda all'asino". 
E Cota? No, io non ce l'ho con lui personalmente, ma un po' come succedeva col mio ex titolare, fa uscire la bestia che è in me. Non riesco a  considerarlo governatore di qualcosa che sia più grande di un chicco di riso.
Nel suo caso mi sono venute in mente due alternative: che il suo cordone sia finito tra le scorie di una centrale nucleare, perchè solo così si spiega tutto.
O che la mamma gliel'abbia lasciato stretto stretto intorno al collo.
Ma comunque non abbastanza stretto.