Visualizzazione post con etichetta autoreferenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta autoreferenza. Mostra tutti i post

domenica 27 settembre 2015

d'io

Sono una guardona, lo ammetto.
Piuttosto che occupare il centro di una scena, preferisco osservare dai bordi tanto al margine da rasentare la trasparenza. Poi m'incazzo se qualcuno non mi nota, però questo fa parte del carattere "non bello". Ma credere di esser perfetti lo lascio ad altri, come peccato.
Che poi non è questa gran confessione, ma anche da bambina, quando ero sulla strada per cominciare a credere in qualcosa/qualcuno di evanescente immanente onnipotente e trino,  ho fatto fatica a farmi piacere la confessione più di altri sacramenti, perchè non trovavo peccati abbastanza significanti da confessare.
O perchè trovavo assurdo raccontare a un intermediario quello che il suo capo doveva già sapere, da onniscente; cioè, se io fossi dio, a parte rendermi conto di aver creato una razza a tratti disgustosa, ipocrita, egoreferenziale e piena di pregiudizi, troverei la mia più grande soddisfazione nello sbirciare la vita di tutti. Da trasparente che però si fa notare con apparizioni su macchie di muffa.
Li scoverei da me i peccatori, ed essendo dio dovrei adoperare la mia giustizia (unica e incontrovertibile) da solo, altrimenti onnipotente stocazzo.

mercoledì 3 agosto 2011

sono una rete da pesca

"Beatrice, alata e potente, leggera e svagata, veleggiava con le sue scarpe basse e un'altezza precisa e puntuale, come se l'avesse disegnata Picasso quando non stava fuori di testa.
Cambiava rapidamente direzione e aveva un passo veloce e svampito. 
Noi, dai tavolini dei bar, la seguivamo fino all'ultimo istante percependo strazianti disagi interni e avremmo voluto lanciare lazi da rodeo e acchiapparla una volta per tutte, con la sensazione netta che lei però si sarebbe liberata con un movimento distratto e lievemente infastidito e, leggiadra, avrebbe ripreso a camminare intraprendendo direzioni che non erano mai le nostre, alimentando un mistero fitto sulle sue destinazioni".
 Hanno tutti ragione, Paolo Sorrentino

Mi ci sono rivista, come in uno specchio, tanto per apparire la snob che tutti credono.
Non riesco più a odiare. Non riesco più ad amare.
Gli spazi sono quelli ora tra un nodo e l'altro, i nodi li ho stretti io con queste mani, da che erano larghi e sformati; è passato il tempo dei melodrammi, delle nottate in bianco a pensare ai sogni di seta e spine.
Dice: stai invecchiando. Non credi più alla rarità, ai momenti belli e sospesi.
Io penso: ora non ci credo, punto e sto andando, col senso del chissene, per me e me soltanto. Guardo i segni sul corpo mio e altrui senza quasi più fare domande.
La rete ha pescato
una lingua morbida
un figlio di puttana
un ladro
un ex professore
un supereroe
non necessariamente in quest'ordine.

lunedì 10 gennaio 2011

questo blog si autodistruggerà quando lo dico io

I compartimenti stagni mi inquietano, se non dentro una nave.
Il british mi impalla, Monthy Pyton esclusi, s'intende.
Odio pettinarmi e, anche quando lo faccio, l'ombra della mia testa proiettata sul muro sembra quella di Tinky Winky. La prendo con filosofia. 
Ho finito le ferie. Posso ricominciare con le stronzate.

lunedì 13 dicembre 2010

37, 27 o 47?

Non era così che cominciava..
I (buoni) motivi per festeggiare oggi: no, ho cambiato idea e la lista non la metto più.
Le liste non mi servono, se non per fare la spesa e anche in quel caso, compro sempre una cosa, che non era in lista, e ne dimentico un'altra, che era dentro la lista.
Comunque ogni anno, ho un (buon) motivo in più.
Vale che festeggio perchè sono io e il post non è neanche troppo corto.
Sorrisi e fiori.