Visualizzazione post con etichetta a grappolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta a grappolo. Mostra tutti i post

lunedì 7 febbraio 2011

da Ben Harper al concetto di bzz

modalità criceto off
modalità criceto on
sono per la salvaguardia del criceto che mi gira nella testa, lo preferisco a quando si ingolfa di semini, tutti da una parte poi. Inguardabile.
il criceto marcia, il criceto tiene in movimento i neuroni, il criceto ti porta da qualche parte.
la zona è quella, c'è la mia impronta sull'asfalto e non del piede, mi ci sono schiantata di faccia, davanti al concessionario; non un essere umano che abbia detto bè, solo il criceto ha fatto bzzz come la gomma del capo. 
Anche quella sera suonava nell'aria un pezzo di Ben Harper che lo amavo fisicamente e nel '96 non era ancora famoso ed era in concerto gratis a Torino e io preparavo quell'esame di merda di progettazione, per il giorno dopo.
E mi son detta eccheccazzo. Ma l'esame era in gruppo, 26 ore di veglia a fosforil-serina (Paolè non devo ricordare, devo d-i-s-e-g-n-a-r-e tutta notte) e tè caldo e io lo odio il tè se non è alla menta o ai frutti rossi.
26 ore di calvario a disegnare righe di china e neanche mi ricordo dell'esame.
Ricordo però che nel tragitto casa-facoltà sentivo la musica del circo. E so, ora, che era criceto bulgaro a eseguire le sue acrobazie.
Per dire che la mia amica che ci è andata al concerto di Ben Harper non aveva neanche un foglietto o un fazzoletto di carta per l'autografo, solo un assorbente. Per dire.
Ce l'avevo anche uno vero di criceto e quando io e mia sorella ci siamo accorte che era morto, era passato un giorno e mezzo
conversazione tipo: dorme sempre criceto?
boh, sarà stanco.
ma non ti sembra un po' troppo immobile, criceto?
Si, è anche rigido.
Occhei, criceto è morto.
Per punizione ora, la modalità sta spesso sull'on, generando il bzzzz.

lunedì 10 gennaio 2011

questo blog si autodistruggerà quando lo dico io

I compartimenti stagni mi inquietano, se non dentro una nave.
Il british mi impalla, Monthy Pyton esclusi, s'intende.
Odio pettinarmi e, anche quando lo faccio, l'ombra della mia testa proiettata sul muro sembra quella di Tinky Winky. La prendo con filosofia. 
Ho finito le ferie. Posso ricominciare con le stronzate.

lunedì 1 novembre 2010

quando ti chiedono cosa vuoi di più e tu rispondi: un futuro

Potrebbe essere accidia la mia. 
Non è che me ne faccia un cruccio; essendone afflitta, mi si dice, è proprio lì che sta il problema.
Che dovrei, potrei e allora farei. L'accidioso vive nella contemplazione e si assuefa (senza avere la benchè minima voglia di controllare come si scriva -assuefà-) constatando quello che è il suo operare.
Leggo che questo inverecondo peccato capitale nasce dalla soddisfazione e non dal bisogno. Analizzo la situazione e la contemplo, allora.
Insomma, cosa voglio di più se riesco a lavorare, tirando avanti la carretta, con la sveglia che suona alle 5.30 ogni mattina, senza rientrare a casa prima delle 19, quando penso positivo, potendo godere di ben due viaggi ad ammirare il panorama ogni santo giorno, per un totale di tre ore di gita giornaliere, arrivando a conoscere le sfaccettature di questa città e della sua collina in ogni stagione, col caldo-secco, il caldo-umido, la pioggia, la pioggerellina, la grandine, il freddo-becco, l'attesa, la corsa per non perdere la coincidenza, i ritardi, ogni giorno col dubbio il tour lo farò seduta quest'oggi o in piedi, con il gomito di qualcuno piantato nello sterno o nel fianco, come una specie di via crucis per noi poveri cristi della modernità?
Cosa voglio di più se porto a casa uno stipendio, a differenza di molti, che basta per più di metà a pagare l'affitto e per quello che rimane a sostenere le spese, per scelta (ovvio) ridotte all'osso e non alla necessità?
Io vorrei andare al cinema
comprare e leggere più libri
andare a teatro
viaggiare e non per lavoro
cose per cui, ora, se anche avessi i soldi, non avrei tempo
e vorrei comprarmi una casa, prima che la banca tiri fuori le trombette e i fischioni vedendomi anche solo entrare, pensando che io sia un barzellettiere vivente.
Io voglio sputarci sulla banca e ritornare al baratto che ha più senso.
Voglio un futuro fattibile senza ricorrere a prestiti, rateizzazioni a tasso d'usura, favori, ipoteche di dignità, prostrazioni a novanta e zerbinaggio, lotterie fregasoldi, scommesse, furti e spaccio di fuffa.
Senza dover lavorare per 12 ore, che io il viaggio non lo considero no un intermezzo, visto che è lì che lavoro ed è là, molto più in là, che vivo, e se ci devo mettere meno, allora trovamela tu una casa più vicina che io possa permettermi di pagare.
Dico che farei tanto, se avessi i mezzi e se per averli non dovessi dimezzare il mio tempo buono, perchè poi ti dicono: per avere di più devi dare di più.. BALLE. Forse è più vero: per avere di più devi darla/o di più. Vedo politici, amministratori delegati, dirigenti e pure artisti, diciamolo, spartirsi vagonate di soldi e non fare uno stramaledetto cazzo.
Analizzata la situazione, l'ho contemplata e la mia non pare, a me, accidia.
Perchè poi mi viene anche in mente che vorrei poter metter su famiglia, godermela e viverla. Al solo pensiero, voi le sentite le risate di sottofondo da sit-com americana degli anni ottanta? ecco, a me quelle non hanno mai fatto ridere.
Io sono incazzata abbestia. Della stanchezza fisica che diventa mentale e rende indolenti per bisogno di soddisfazione. 

mercoledì 20 ottobre 2010

pensate a grappolo

Sono quelle cose di una volta,
capitate una volta, che non torneranno,
non uguali alla prima volta.

come quando nonno sì lavò i denti col Lasonil scambiandolo per dentifricio

e mia sorella preparò le rolatine di carne con la lavanda al posto del prezzemolo

come quando spensi la sigaretta col piede, ma ero scalza

come il TROPICAL (cocktail del capodanno 1994/95) di nostra invenzione composto da 3 quarti di alcool e 1 quarto di tutto ciò che capitava a tiro. E ho detto -tutto-.

come F. che non avendo più cartine, si rollò una canna col sacchetto
del pane e lo scotch marrone e se la fumò

come la mia prima visione di Psycho

come quando ballavo questa.