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sabato 2 maggio 2015

Intercapedine (tra me e me)

È trascorso un anno da che nonna, 91enne allora, afflitta, come sempre è stata, da immaginari complotti familiari ai suoi danni, ma sempre caparbia nel rompere gli equilibri altrui (e così anche i coglioni), veniva colta da un "leggero infarto", testuali parole da cardiologo ospedaliero. 
Di leggero a 90 anni ci sono solo le ossa, la pelle e il brodino, penso io. E invece.
A vederla, più che un piede mi sembrava avesse nella fossa il mezzo busto compreso. 
Da autonoma deambulante spaccaminchia era ora inerme non più autosufficiente, per quanto ancora spaccaminchia.
Un anno. 365 giorni, memorie brevi perdute, un trasferimento in presidio assistenziale, visite. 
Da allora, nonna è un highlander, senza spada, senza kilt, senza nemmeno lo sguardo vacuo di Cristopher Lambert. Le sono cresciuti capelli più folti di quando è entrata e ha scoperto il ginseng nella macchinetta per le bevande, quindi, presumo, i capelli le torneranno castani.
E credo taglierà la testa, a tutti, prima o poi, se non in un garage illuminato da luci blu al neon, almeno nella sala mensa della casa di riposo; con sommo disappunto dei 4 figli e dell'Inps.

giovedì 6 gennaio 2011

astenersi perditempo

Ci riesco a pensare alle cose di oggi
perchè, prima o poi, arriva l'ora delle pulizie
ho ritrovato tra i cuscini del divano, sotto, in mezzo
cose perdute
dimenticate
una corda per saltare
un biglietto del treno
un topolino finto senza coda
tutto sgraffiato
e polvere, polvere, tanta polvere.
Ho nostalgia, adesso che ci penso
era più d'impatto la scopa;
ramazzi e sollevi, fai nuvole che si spargono
e ciò che sta sotto si ritrova sopra
creando il vero caos
nel mio ordinato disordine.
E come se non bastasse,
la vecchia befana si è trasformata
in giovane rappresentante del folletto..
che viene ad aspirarti i marroni anche il giorno di festa.
Già che c'era, dovevo approfittarne.

sabato 27 novembre 2010

tutto sommato

Il desiderio più forte della notte appena trascorsa
è senza logica. 
Iscrivermi alla facoltà di matematica.

domenica 14 novembre 2010

canzoncine (Lali Puna)

Know you will
Sleep allright
Know you will
Sleep allright


Rest your head
And take a seat beside
Come sit down
Come calm down


See them falling
See them falling

domenica 10 ottobre 2010

mania(ca) o dell'umidità

Il freddo umido mi mette lo scazzo, addosso e dentro le ossa.
Mi rifiuto di fare il cambio di stagione.
In qualunque stagione.
Tengo mischiati maglioni invernali con canottiere leggerissime.
Ho messo il cappotto per uscire, aperto-slacciato ma sempre cappotto.
Mi piace provare i vestiti trasparenti estivi cortissimi e svolazzanti soprattutto quando fuori fa un freddo becco. E immagino quelle scene da film dove lei si presenta a casa di lui con un cappotto pesantissimo e sotto indossa solo biancheria intima.
Sono tentata di farlo, prendere il bus così agghindata sapendo che gli altri non sanno.
Un po' come il maniaco con l'impermeabile.
Che se non piove, però, lo riconosci subito.
Sarà l'umidità che stimola la perversione..

martedì 21 settembre 2010

tic, senza noccioline

Quando affiora la consapevolezza che cambiando giusto un paio delle scelte fatte in passato, tutto avrebbe preso sapori e colori "diversi", un po' mi tremano le gambe.
Quando mi ricordo che "diversi" non vuol dire necessariamente migliori, quasi quasi sorrido.
Quando penso che sto preparando la vita da abitare da oggi in avanti, mi brucia l'occhio sinistro.
Quando faccio un bilancio di queste stronzate, e mi formicola il sopracciglio, sono convinta che è ora di bere un negroni.

martedì 8 giugno 2010

Ritorno in me ovvero una penitenza al contrario

continuare a DIRE quello che penso, con squilli di tromba e sbatter di coperchi.
riuscire a FARE molte più delle cose che mi provocano piacere (fisico e mentale), con rullo di tamburi o suono di violini.
cercare di BACIARE più bambini sulla fronte, meno fanciulle sulle guance e qualche uomo in più sulle labbra. Ma anche sul collo.
Col crepitio del fuoco in inverno e il cantare di cicale d'estate.
scrivere una LETTERA senza le parole
"ciao", "come", "stai", "alla", "prossima".
consegnare come TESTAMENTO un paio di versi - Burp! e ..azz -
e un paio di canzoni
(messe qui sotto, bel belle).



Per quanto abbia insistito con la volontà di farmi caramellare, una volta passata a miglior vita, mi hanno risposto che è alquanto improbabile che questo mio desiderio venga soddisfatto. Quindi mi rimane la "solita" cremazione, ma, per favore, le mie ceneri non usatele per farci saponette.
Mi farebbe un po' senso.

sabato 29 maggio 2010

Solitaria

"Sarà poi vero che se ti soffio nell'ombelico ti si gonfia la pancia?"

Che potevo saperne dell'aria fresca, io?
Salendo, con gli alberi intorno, stavo in apnea per non perdere particolari.
Poi c'è un momento in cui credi di morire e i polmoni si liberano del sottovuoto, incameri ossigeno, vai in iperventilazione, a momenti svieni.
che il troppo è per poco
e non basta ancora
ed è una volta sola.
E la canto di nuovo.
per non respirare sempre solit'aria

Ovunque proteggi

di Vinicio Capossela

mercoledì 26 maggio 2010

L'invenzione (del secolo, direi)

Siccome ho appena bevuto una Tennent's, mi piacerebbe raccontare di come è fatto il signor T, in carne e schiuma,rigorosamente immaginario, niente a che vedere col signor Moretti, granbaffo dei miei ciufoli.
..E sto nella fase inventiva, creativa, assolutamente psichedelica.
Rileggo un vecchio post, neanche così vecchio (ma l'alcool dà alla testa) e penso che sarebbe una gran cosa averci un aggeggio che ti spara una selezione di odori a tua scelta dritta dritta nel naso.
Invece delle cuffiette, 2 tamponi di misura da infilarti nelle narici, invece dei file mp3 o .wav o che stracacchio sono, file.snif
O-D-O-R-I
Selezionati, acerbi, grassi, dolci, corporei, quello che ti pare..
perchè esiste la distrazione per l'orecchio e non quella per il naso?
Insomma, io ho l'olfatto fino, se il cane della mia amica sgancia bombe letali in macchina, perchè non posso ovviare col mio..  col mio.. e come lo chiamo??
E non provatevi a fregarmi, ho già registrato il brevetto


Jesus Loves The Stooges

di Iggy & The Stooges

sabato 15 maggio 2010

istantanea

In quell'occasione, si accorsero di anticipare un desiderio.
Di fronte lui parlava e rideva, lei fissava il colletto della sua camicia bianca e immaginava di scostarlo leggermente con le dita, avvicinare il palmo della mano fino a sfiorargli il collo.
Un incontro perfetto.
E immaginavano il calore della pelle
e il fluire del sangue.

Anni Luce

di Diaframma


venerdì 7 maggio 2010

Spritz di vitalità

"Troviamoci sui tetti..."
adesso che ha smesso di piovere e le due belve di pelo hanno smesso col sumo in camera, prenderei la scala della botola sul soffitto e farei un giro.
Magari non si vede un bel nulla di nulla, magari il rumore delle macchine è fastidioso, magari si sente anche odore di asfalto. O peggio di discarica, che tanto quella si vede sempre e, a un occhio inesperto, può pure sembrare romantica quella collina verde in lontananza, poi strizzi l'occhio e noti le luci gialle lampeggianti e ti viene da pensare agli U.F.O. Poi ci pensi bene. No, solo AMIAT, raccolta rifiuti.
Questa era la zona di confine, negli anni '60, a sentire mia nonna che abita qui da 50 anni, intorno c'erano solo prati e pantegane grosse come gatti. Passava la littorina per le valli di Lanzo e la ferrovia segnava la fine di un quartiere e l'inizio di un altro, quello che poi è diventato malfamato, quello dei tossici, quello delle Iacp, dei casermoni dove c'era lo spaccio da un balcone all'altro.
L'appartenenza al territorio ti "faceva" emarginato per circostanza.

Io la signora che abitava al primo piano me la ricordo ancora. Piccola, grinzosa e dispettosa.
A 80 anni ancora non voleva saperne di comperarsi la lavatrice "tengo pavura.. " diceva, obbligando il figlio 50enne a farle tutto il bucato a mano. Lui, becchino comunale, un'aria cupa e stanca, l'avevo visto solo e sempre vestito di nero, bianchissimo di pelle, quasi traslucido.
Qualche anno fa, lei nel sonno se n'è andata.
Dopo 2 settimane, lui scendeva dalle scale che sembrava Magnum P.I., con una camicia floreale stile hawaiano, andava al bar con gli occhiali da sole e un sorriso ebete. Abbronzatissimo.
Mai dire mai.

giovedì 22 aprile 2010

da un discorso mai concluso (e scusa se mi ispiro..)

Secondo me, dovresti estrapolare i vestiti molto prima dei concetti.
O no?

lunedì 12 aprile 2010

contrappasso

Il mio capo stamattina parlava del suo insegnante delle superiori. Istituto salesiano.
Parlava anche un po' disgustato dei metodi poco ortodossi di insegnamento, del medico (prete) che li tastava un po' troppo durante le visite, di quello che affermava pubblicamente di amare i ragazzini.
"Il mio vecchio insegnante di storia, sì.. era un po' morboso.. ora è diventato cieco. Completamente.."
Ho pensato: stai a vedere che non sono le pippe..

domenica 11 aprile 2010

la tessitrice

Per te
la vorrei proprio tessere una ragnatela..
da capo a coda
tutta intrecciata e colorata
un arcobaleno fatto a modo suo
non per trattenerti e mangiarti
e nemmeno per catturarti
a me piace vederti sospeso e fluttuante
sapere che stai ancorato
stabilmente libero
toccarti ogni tanto.
mai voluto prigionieri,
solo complici.



domenica 28 marzo 2010

un regalo




domenica 21 marzo 2010

Precoce innamoramento fugace

Mi innamoro sempre di baci che non sono solo questione di labbra
quando insinui con garbo la lingua nei miei pensieri.
Mi innamoro sempre di occhiate sinistre
quando ti chiedo di spostarti al mio fianco, che mi impalli il panorama.
Mi innamoro sempre di mani nervose
quando con le dita accarezzi il bordo del bicchiere, sussultando.
Mi innamoro sempre delle tue gambe
quando pigramente le sposti, a cadenza regolare e lentissima.
Mi innamoro sempre di quell'abbraccio mancato
quando scegli di conservarlo per la prossima occasione.
"Stai a vedere che la prossima volta
non mi innamoro più.."
impossibile

mercoledì 17 marzo 2010

Salute!

"vado via come uno starnuto"..

martedì 9 marzo 2010

L'aspirapolvere di ricordi

Hai deciso così ma senza avere un piano predefinito.
Giorno per giorno, via un pezzo..
Prima gli abiti. I suoi cappotti e giacche, svasati sui fianchi e stretti di spalle, in fantasie anni '70.
E secondo me l'hai fatto per l'odore; quando qualcuno se ne va, sparisce, si allontana, a patire, prima degli occhi,  è l'olfatto.  Sudore dolce mischiato a crema per il corpo e borotalco.
Poi le foto. Tutte in fondo all'ultima scatola, nascosta in fondo all'ultimo cassetto dell'ultimo mobile, nascosto dietro la porta dell'ultima stanza, in fondo al corridoio.
Io credevo fosse per il dolore della perdita. Sciocca che sono.. Egoismo allo stato puro. Tu eri, sei e rimarrai un uomo dal sangue spesso e nero, a forza di aspirare e stai pian piano soffocando, papà. Dovresti deciderti a svuotarlo, quel dannato aspirapolvere.

venerdì 5 marzo 2010

Strofina

Voglio un  tavolo con i fiori, in cucina,
 le tende gialle e arancioni alla finestra,
 un balcone piccolo piccolo x tenerci le piantine aromatiche,
 un divano rosso
 e un tappeto per camminarci scalza.
E nella stanza da letto voglio tanti cuscini, non so per farci che..
ma sono belle le cose morbide.
e ci voglio le tende blu e le stelline attaccate al soffitto e alle pareti,
 che si illuminano di notte.

lunedì 1 marzo 2010

prima o poi

la Terra contrae dolorosamente il suo utero e, rotte le acque, partorirà, sputandoci fuori.
Bambini cattivi.