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martedì 17 luglio 2012

vattelapesca

Pesca dolce, pesca matura, pelle di pesca. Pesca noce o pesca pelosa? C'è sempre un dilemma.
Zucchero..  zucchero a velo o zucchero al velo?
Sciroppate/ sciroccate.
Poi mi permetto anche di stizzirmi col procreatore di questa stirpe, declinata femmina, quando sono fatta bipolare +
logorrea vs letargia, 
in microfrazioni di secondo. In cui riesco a prolissare senza prender fiato e subito a cadere nella più cupa ritrosaggine. Prolissare non esiste sul vocabolario, lo so, ma a me piace.
Nel mentre leggo i libri come scatole cinesi - ne inizio uno, a metà mi fermo e ne inizio un secondo, poco prima di finirlo sfoglio un po' il primo e ne apro un terzo, che concludo e poi, a scalare, secondo e primo. Mi sono piaciuti tutti, in particolare il quarto che è una mista dei tre, coi personaggi a caso, e presto diventerà un serialsogno a puntate, fine prevista autunno inoltrato.
Che non c'entra niente con le pesche.
Se fossi uno scooter, metti caso, sarei uno di quelli che hanno il bloster. Ma spesso mi perdo la chiave.

mercoledì 21 settembre 2011

questo sarà un post-o- bellissimo

Questa mattina la mia radio sveglia, più radio che sveglia, ha perso la sua unica funzione sintonizzandosi sul brusìo, intenso brusìo.. così ascoltavo la radio in streaming non rendendomi conto del ritardo nella trasmissione, 
calcolando male i tempi e 
riuscendo ciononostante -che bello scriverlo attaccato- ad arrivare in perfetto orario a lavoro.
C'è un complotto alle mie spalle del caso/del caos/della sveglia
che mi impedisce di agire a cazzo.
E il gerundio è ridondante.

martedì 15 marzo 2011

TETRIS in mansarda

Capiamoci.
Sono pochi pezzi cianfrusaglia.
Il letto va nell'angolo a destra, sotto la prima finestra messo così
il tappeto
la cassettiera grande di fianco all'armadio
il piano che userò come tavolo, centrale, appoggiato al muro a sinistra
così non ci sta il tavolino
e la libreria?
Rifaccio.
Il letto nell'angolo a destra, ma messo cosà
la libreria di fianco
cassettiera e tappeto
tavolino
non ci sta il tavolo ora.
Cambio.
Metto il tappeto
la cassettiera
la libreria
il letto
il piano
il tavolino
..no, cazzo, l'armadio!!!
GAME OVER
i traslochi sono il male, nel bene

giovedì 6 gennaio 2011

astenersi perditempo

Ci riesco a pensare alle cose di oggi
perchè, prima o poi, arriva l'ora delle pulizie
ho ritrovato tra i cuscini del divano, sotto, in mezzo
cose perdute
dimenticate
una corda per saltare
un biglietto del treno
un topolino finto senza coda
tutto sgraffiato
e polvere, polvere, tanta polvere.
Ho nostalgia, adesso che ci penso
era più d'impatto la scopa;
ramazzi e sollevi, fai nuvole che si spargono
e ciò che sta sotto si ritrova sopra
creando il vero caos
nel mio ordinato disordine.
E come se non bastasse,
la vecchia befana si è trasformata
in giovane rappresentante del folletto..
che viene ad aspirarti i marroni anche il giorno di festa.
Già che c'era, dovevo approfittarne.

sabato 4 dicembre 2010

con-sensi

Ho annusato l'aria mentre parlava e sentito distintamente l'odore di zucchero vanigliato di parole di polvere, sottili e delicate, che si perderanno sciogliendosi nel fiato.
Con la pelle, l'ho ascoltato e graffiava come la sabbia. Uno scrub in audio.
Usato gli occhi per toccarlo indugiando sui nei e le imperfezioni, visto la musica muovergli braccia e gambe, nel silenzio più assoluto.
E poi l'ho assaggiato, facendo scorrere le dita, i polpastrelli si ritraevano dal sudore aspro, sciegliendo ossa e cartilagini da esplorare.  

Ora, io non ho voglia di rimettere tutto in ordine.

domenica 19 settembre 2010

beatitudine

Questo cielo nella stanza mi ricorda qualcosa. 
Il viola che vibra nell'armonica che suona, con l'organo sull'albero e l'infinito più blu delle mille bolle blu.
Canta canta e, Teresa, ti prego, non sparare, che sei proprio senza fine.
E chiudi quella cazzo di finestra, che l'estate è finita, dai, veniamo, in pace.

Fratello caramello l'hanno arrestato l'altro ieri sera, c'è poca poesia in questo perchè invece la pallina (persa ahimè sotto casa tua) Nigeria  ancora non l'ha trovata.
I bambini sul balcone han provato, chiamato, sussurrato
"Mamma, quelli han perso la pallina.." Sì, tesoro, dai entra dentro che c'è umido.
Cazzo di tossici!
Non ce l'avete una casa?
Il paradiso è in terra, perduto perduto.

Vieni qui vicino a me. Adesso te lo posso chiedere.
Ma non hai voglia di uscire? Li aiutiamo a cercare la pallina.
Adesso ti spiego una cosa..

mercoledì 15 settembre 2010

Tempo (cloppete ma anche clappete)

Certe convinzioni ti restano dentro.
Tipo la metà opportuna
Tipo il cielo pesce-azzurro
Tipo il cuore di mamma
Tipo il tempo.
E' inutile pensarci troppo, tanto invecchierò con stile.
Insomma, finchè il mio cervello ci sta e lascia scorrere e non si fissa sui limiti, io so che non marcisco.. il corpo reagisce di conseguenza, fino a un certo punto, poi cederà, lui sì, cederà al compromesso. Ma da solo.
La mia testa molto dopo. Forse mai.
E anche il cuore indurito, a che serve? Si riempie solo di piccole crepe e non è bello nemmeno da ascoltare.
In effetti, è fondamentale che io "conservi di marmo le chiappe e non il cuore" (cit.); quello si è ripreso il suo spazio, solo leggermente spostato, ma batte ancora e parecchio.
Le cose che mi mancano, lo fanno solo per un vago addolcito ricordo.

mercoledì 1 settembre 2010

No, così non va bene..

Ok. La mia mente è già instabile e precaria.
Faccio sempre la figura di quella che ha la testa per aria perchè, nei discorsi, a volte mi assento..
Non lo faccio per maleducazione, capitemi.
Sono PROPRIO COSI'.
E me ne faccio un vanto, che diamine. Percorro mondi paralleli che conosco solo io con persone che invito io e gente interessante, come dico io.
Sento anche la musica a volte.
E soprattutto sogno di preparare le tagliatelle.. ma questo è un altro discorso.

Il punto ora è:
va bene che questo posto qui è irreale come gli altri, va bene che sono abituata e ormai non ci faccio più caso, va bene che sono sempre tollerante e gentile ed educata ma puttanalarana (e Queen B mi capirà se la cito) non azzardatevi mai più a scrivere commenti, farmeli leggere e cancellarli mentre io sto pubblicando la risposta.
O se proprio dovete farlo, vi prego, donatemi delle sostanze psicotrope prima.
Che almeno mi rimanga il dubbio di essere pazza sul serio.

Grazie
Vi amo, comunque. O forse no. Boh, ci penso e vi mando una mail.

lunedì 2 agosto 2010

Nuvole

La signora gobba con la coda alta fa spuntare gli incisivi
e con l'indice alzato strepita parole di rimprovero.
L'uomo col naso sporgente solleva la testa e fa tremare il mento.
La voce gli si ferma in gola.. ha già visto quel dito e non lo teme.
L'ippopotamo col cappello li guarda tranquillo
e tranquillo fischietta e continua a fumare il suo sigaro.

domenica 18 luglio 2010

quanti

In parole povere - poverissime - è il principio di indeterminazione che crea il paradosso.
Se ti fissi su un particolare, lo studi e lo misuri, perdi il "senso" e la misura di tutto il resto; se stai a controllare e perfezionare il sistema, rischi di perdere per strada i piccoli particolari che compongono il sistema.
Il vuoto, inteso come nulla, non esiste, gli scienziati lo sanno.. esistono particelle e oggetti dalla vita brevissima che appaiono e scompaiono e lo abitano quel vuoto, anche se per istanti brevissimi che renderne il senso non si può (la parola "può" dura una settimana, in confronto).
La scienza è meravigliosa, spiega tutto, trova formule e mi ha convinta.
Basta percorrere gli infiniti mondi paralleli, sapere di poterli abitare tutti, uno per volta ma contemporaneamente, arrivando a percorrere se stessi e a superarsi. Così si convive col paradosso tra quello che c'è e quello che invece dovrebbe essere.
E' solo questione di misurazione.

Mi è venuta l'ernia al cervello.

domenica 4 luglio 2010

Le parole stanno a zero

"Certe volte penso, ma lo penso veramente, che bisognerebbe piantarla con questa storia del parlare. Perchè tanto non serve a niente.. e la sincerità è un incidente e non è nemmeno che faccia così bene come comunemente si pensa. Parlare non risolve i problemi, semmai gli dà una lisciatina. Non si può fare affidamento sulle parole, e questo è tutto. In certi momenti, quando guardi qualcuno che ti ha detto una cosa che avevi messo da parte convinto che fra voi avesse un qualche valore, e t'accorgi che manco se la ricorda, quella cosa, allora pensi che è proprio meglio che lasci perdere e non ci pensi neanche più, capito."

D.De Silva, Non avevo capito niente

Che per caso, mentre spolvero la libreria, cristonando per il caldo e per il nervoso che poco poco mi accompagna quando vorrei passare la giornata in mutande stesa nel letto ma un letto con materasso ad acqua a temperatura-frigo, ascoltando Mina cantare "Brava".. mi cade 'sto libro con le pagine 64-65 a baciare il pavimento.
Lo raccolgo e c'è un appunto sul margine scritto a matita, da me: "l'inutilità del parlare". Ripensaci.
Me lo dovevo tatuare sul polso.