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sabato 1 gennaio 2011

The cat is on the table

Che se uno dovesse decidere come trascorrere un sabato qualunque, andrebbe anche bene.
Invece è il primodigennaio duemilaundici e sto cercando di guardare un film da tipo 10 ore (e non è il Decalogo di Kieślowski) e vengo continuamente interrotta da quei tali cazzi che avvengono sempre il CapodiAnno.
C'è chi continua a spararsi petardi nel cortile condominiale con forte-fortissimo rimbombo e grosso-grosso disturbo per me. Neanche posso uscire sul balcone a urlargli di fare un pensierino sul luogo in cui dovrebbe infilarsene uno, perchè ahimè so chi è e quanto grosso è.
Ho spento apposta il telefono per non dover rispondere a nessun augurio indesiderato. 
Certi Buoni Anni da parte di ma chi? ma come? ma chi cazzo? sono fatti apposta per rimbalzarti la fortuna.
Poi se ne arriva mia sorella (santa donna, da cui non sono mai riuscita a trarre insegnamenti, se non per giocare e vincere a pinnacola) con la storia degli avanzi da finire, maddai è festa, non stare qui da sola..
Ma a me piace, soprattutto oggi.
Non sono sola. Stiamo facendo il ripasso dell'inglese.
Dai gatto, falle vedere..
Lui sa sempre dove posizionarsi.
Ora, finisco di vedere il film.

lunedì 15 novembre 2010

lanciami i componenti

Sono belli gli animali domestici. I gatti, più degli altri.
Fanno compagnia, meglio dei figli (che fanno troppe richieste inaccettabili) e meglio dei genitori (che pongono domande inutili che non hanno risposta). Fanno le coccole con più trasporto di un fidanzato, che usa anche lui il divano come seconda casa, ma non sanno ancora usare il telecomando, mi aspettano dietro la porta con quegli occhietti così allungati e dolci, con la coda dritta dritta, fortuna che non ne ho 44 di gatti messi in fila per 6, ma solo il resto, cioè 2.
Due tornado,
due armi di distruzione,
due masticatori,
due teppisti.
Sono un'associazione per delinquere.
Non li conto più i danni che fanno.
Oggi devono averci dato dentro parecchio con l'operazione polverizza la stanza.
Ok, qualcuno mi lanci i componenti. Stasera li distruggo.


..che con quella faccia da guappo, vuole mettermi paura..

sabato 23 ottobre 2010

con le mani di melograno

Questo è un discorso dalla parte dei gatti e delle femmine, no, veramente è un discorso dalla parte del mio gatto e dalla mia.
Va beh, solo dalla parte mia.
Quindi se non vi piace l'idea, chiudete subito.
Fatto? Bene.
La mattina è per me il momento ideale per le coccole, quelle prese a piene mani, quelle dell'amore che sbrodola dalle pareti che se ti mettessi a leccare l'aria saprebbe di marmellata, burro e cacao, di zucchero, brodo di giuggiole, miele e anche un po' di gianduiotto.
Quelle del caffè che serve come ricostituente per ricominciare l'amore, soprattutto se mischiato al rosso dell'uovo.
Quelle  del bagno nella vasca con la musica in sottofondo.
Del mio gatto che ronfa acciambellato tra le gambe, talmente forte da farmele vibrare, quel motorino del mio gatto.
A pensarci, una roba così, prodotta da un uomo, non me la  riesco a immaginare, tantomeno aspettare, tantopiù spiegare.  Il massimo della vibrazione fisica che riesco a concepire, generata da certi uomini , è una scoreggia, sì. Però puzza.
Non è uguale neanche per 'sta cippa.
Ma quando succede che succede (non la scoreggia, per chiarire, che c'è sempre qualcuno di spirito) e che arriva quello che riesce a smuovermi una per una le corde, i nervi, i peli, la pelle, la saliva, gli umori, e mi accorgo che, se anche gli partisse il peto del secolo, non avrei niente da ridire (ma solo motivi per aprire la finestra), allora, è il momento della svolta.
Dei numeri di incontri  perdo traccia, numero di cellulare, nome proprio e qualunque ricordo, a dimostrare quanto la mia memoria sia selettiva, nel bene e nel male, perchè nel migliore dei casi mi rimane, a livello inconscio, qualche sciocco tabù derivato da una pratica che sarebbe oggettivamente divertente se non fosse collegata come un malaugurio a quel preciso incontro.
Che ho detto?  E non lo so
.. stavo in realtà pensando al melograno. A quel profumo, ai 1ooo chicchi che ci metto una vita a sgranare, li mangio e ce n'è sempre uno che mi lascia quel saporaccio in bocca e subito devo mangiarne un altro. Spero sempre che l'ultimo ingollato sia il più dolce e croccante e penso che mi fermerò e non ne mangerò più, per non perdere quel sapore.
Penso, io.
Ma si sa che, se stimolata male, la mia memoria si resetta. Automaticamente.

lunedì 20 settembre 2010

hai visto il topo?

Conversazione su skype

Raffaela: mi sa che ginetto ha preso un topo
luce: davvero?
Raffaela: aiuto
luce: ma dov'è scusa?
Raffaela: sì l'ho visto passare qui in camera con un animale in bocca
nn ho il coraggio di guardare
luce: non farglielo tenere.. che schifo!!
Raffaela: ora è in bagno
Raffaela: aiuto
luce: prendi la scopa!!!
Raffaela: è un uccellino
mi sa.. l'ha devastato
luce: o madonna.. CHE SCHIFOO!
Raffaela: nn so
Raffaela: mi fa schifo
luce: ma è vivo ancora?
Raffaela: nono nn è vivo
era già morto quando l'ho visto. Tutto insanguinato!!
luce:buttalo sul balcone con la scopa.
Raffaela: è in bagno

luce: ci sei? Raffi? Raffi???

fragorosa risata

Raffaela: erA UN PEZZO DI COSTATA
AL SANGUE
luce: ma dove l'ha presa????
Raffaela: al ristorante qua sotto.. che tipo!
luce: beh, così non paga il coperto...

martedì 31 agosto 2010

Sono rimasta un po' indietro

..e finalmente ad accompagnare gli attacchini del Signore, sabato è arrivato il PiDdì, con la sua festa nazionale, con quello sventolare di bandiere e quello sventolone di Bersani.
Meglio del bromuro.
Un discorso che farebbe venire a un'oca la pelle di cappone e a un cappone la pelle d'oca.
Ma sarò io.. che non capisco.
"Il clima in Italia sta cambiando".
In effetti erano giorni che il meteo parlava di una perturbazione che avrebbe abbassato le temperature al di sotto della media stagionale, con l'ausilio di venti freddi dal nordest.
Che il vento serve sempre.. sennò tante bandiere che le metti a fare?
La barca a vela, senza vento la devi remare o ti affidi alla corrente.
Il partito a bandiera, lo affidi alla corrente, altrimenti ti tocca remarlo.
E dove lo porti? No perchè da nordest non arrivano mica più quelli rossi che ti davano la spinta giusta.
Quelli sono diventati verdi e a me paiono un tantino nervosetti e, a sentir loro, armati.
Che poi ti fanno sbandare, per mantenere la rotta prendi a bordo quello sbagliato e finisce che perdi la direzione.
Allora meglio non esagerare, stai lì, Bersani bello, in certe foto pari Sciòn Conneri, meno figo però più giovane.. dai che qualche 007 te lo fanno fare magari.. fatti trasportare dalla corrente.

L'idea per il nuovo manifesto, me la son fatta suggerire e ispirare..

secondo me ai popularpolusti ci piace.

venerdì 18 giugno 2010

popcorn

Se l'umore è pessimo, per ragioni che non hanno nulla a che vedere con l'amore, che non esiste e se esiste vada a fottere qualcun altro, mi piace preparare il popcorn.
Come si deve. Qualità  e quantità.
Un cucchiaio di olio extra-vergine d'oliva, una casseruola capiente col bordo alto e un coperchio. 
Ma non uno qualunque. Un coperchio di vetro trasparente.
Il sollievo sta nel guardare i chicchi di mais sfrigolare fino a scoppiare e poi aprirsi rivoltandosi come un calzino.
L'unico ostacolo è il vapore acqueo, che dopo qualche secondo appanna il vetro.. ma, oplà! con un gesto veloce sollevo il coperchio e lo lascio subito ricadere, tornando a fissare il mais. 
Alla fine, spengo il fuoco e riempio una ciotola (quella più grande, più fiorata e più kitch che possiedo), metto sale in abbondanza, tanto che dopo rischierò la disidratazione, se scordo di tenere di fianco al divano la bottiglia d'acqua, e mi piazzo seduta sul tappeto a gambe incrociate, davanti allo schermo.
Mi guardo Alien, il primo.
Mentre mi strafogo di popcorn.
Mi piace Ripley, è cazzuta, intelligente e bella.
E alla fine si salvano lei e il gatto.
Fico.