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mercoledì 17 agosto 2011

appennino

L'immobilità nello stagno rimbalza sul muschio-lichene.
Papere ferme ad aspettare il botto, mescolate ai manichini d'installazione pre-futurista.
Maschere, colori, odore di mandorle impastate nello zucchero,
nausea perfetta.
Bambini, bambini, ragazzetti, poppanti
e pance rotonde, il paese si moltiplica.
Artisti di strada perfetti, un bancomat dietro il palcoscenico, bottiglie, bicchieri, 
fuoco, sfoglie, salami e vino.
Buskers da tutto il mondo in una sola proloco riportano vento
nel mio cervello cariato,
non senza due barattoli
di porcini sott'olio e marmellata di pesche e fichi.
Il sottovuoto nel ritorno meno mesto, che a casa mi attende il solito casino.