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sabato 14 giugno 2014

Angolo rustico nell'ingresso

Forse dovrei liberarmi di questi pezzi di mobile che ho nell'ingresso da un paio di mesi, ma ancora mi piace l'idea dell'angolo "rumenta" nel disimpegno.
Le case troppo ordinate mi danno ansia da prestazione.
Io sfoglio le riviste d'arredamento con lo stesso stato d'animo con cui guardo alcuni film di fantascienza: oscar per scenografie visionarie.
Nelle riviste in questione ci sono bagni che non esistono nella realtà mia, roba che per arrivare dal water al bidet devi calcolare un'ora a passo veloce, piastrelle brillanti che ignorano l'esistenza del banale e rozzo calcare, vasche in cui puoi farci gare olimpiche con tuffi liberi dallo stendibiancheria (se solo fosse contemplato l'uso dello stendibiancheria). 
Ho in mente una foto, in particolare, di un bagno, open space, grande come tutto il mio appartamento, con la parete vetrata affacciata su una collina verde smeraldo e la vasca al centro, metà indoor/metà dehor, per scegliere la posizione adatta al momento relax.
Con sotto la dicitura: "grazie al cazzo".


domenica 8 maggio 2011

Con indosso una gamba di pantalone,
una scarpa destra,
due unghie lunghe e una sola laccata.
Il rendimento imperfetto dell'equilibrio, misurato a distanze di micron e di chilometri.
A cena ho inzuppato le fragole nel latte, 
bevuto il caffè a cucchiaiate; ho smesso di conversare a tu per tu
più o meno 6 mesi fa.

giovedì 10 marzo 2011

le domande che non dovrei pormi

Perchè un grossista di frutta e verdura dovrebbe avere una gigantografia di Padre Pio serigrafata sul telo del furgone? esiste e c'è. 
Si sa, l'ortofrutta fa miracoli.
Perchè esiste una leggenda che racconta di una campagna ecologista promossa nel capoluogo lombardo il cui slogan pare fosse
PULISCI MILANO 
e che pare sia stata ritirata a pochi giorni dalla presentazione? Pare fosse troppo offensiva per i gay.
E perchè il PD si presenta alle comunali della prima capitale d'Italia  con un più classico e sobrio 
Gli estimatori del pissing esultano.
Dio strafatto, ma chi ve li scrive gli slogan?

martedì 25 gennaio 2011

Maledetti figli della tivvù

Sono state trafugate le mortali spoglie del conduttore Mike Bongiorno.
Dopo poche ore, i rapitori si sono messi in contatto con i congiunti per ottenere il riscatto.

Per riavere la salma di Mike, scegliete: la bara uno, la due o la tre?


scusate per lo sfondo nero

martedì 4 gennaio 2011

Anche io farei del mio più meglio

Sgrammaticato te lo direi che t'amerei
e se t'amerei, tu puoi, volendo o a noleggio, ricambiare.
Senza senso
perchè non ho mai stata più corretta di un caffè con la sua grappa.
Faccio giusto.
Ti laverei i capelli con sciampi delicati
finchè non ti cadessero, uno a uno, a ciocche.
Piano piano ti squoterei nel sonno, quando russi,
perchè ho più forte stampata la paura che (tu) muoi,
più delle 5 dita della mano (tua) sulla faccia (mia).
Con questo si fra intende.
Mai mi hai sollevato le mani su di me; solo di notte
perchè o russi
o tocchi il culo.

lunedì 27 dicembre 2010

cannibale

Compare così al centro della tavola, il piatto rotondo,
con la portata di spicco.
Un gran bel paio di natiche.
Sode e rosate.

Mattinata di sveglia tardiva, in un letto disfatto ad arte, quella mano sulla spalla che dice vuoi mangiare qualcosa? Alzarsi intorpiditi, doloranti, persi ancora nel sonno acquoso di terme calde e figure scheletriche che, dopo essersi immerse, tornano di carne.
Sembrava un bel presagio.

Seduta, scomoda, con troppi cuscini, quando appare quel piatto, è tornare nel sogno.
Le mani della presenza (altra) afferrano il coltello, dalla lama bianchissima, e cominciano a tagliare, quelle fette. Sottili sottili.

Ritorna la risata e le parole dell'invito per la sera precedente.
Ti aspetto. Basta che porti il tuo culo.

martedì 7 dicembre 2010

a volte non lo so cosa volevo dire

Riposa beato di giorno
a gambe nude
le allarga e le stende, riprende le forze
respira leggero
solo muove le dita, come cercasse.
Si allena.
Questa sera arriverà,
per scompigliare i capelli
intrecciarli
annodarli
come rete da pesca
per farfalle d' acqua.

lunedì 29 novembre 2010

accostamento

Era una persona particolare.
Trapelava dallo sguardo obliquo.
E dalla leggera zoppìa, a destra, compensata dall'asimmetria della cotonatura ai capelli, a sinistra.
E dal cappotto svasato in senso contrario, stretto al fondo e largo sulle spalle.
E dall'accoppiata geniale dell'acquisto: un hard disk esterno da 1,5 TB e uno spray rivitalizzante per capelli.
La cassiera la osservò e disse "Tutto qui?"
"Si -rispose- il calzascarpe per mancini non l'ho trovato."
E si allontanò così, di profilo, slittando a lisca di pesce.

venerdì 12 novembre 2010

sono ospite

Cioè, io non scrivo racconti.
Cioè, quasi mai.
Cioè, io non so neanche cosa scrivo.
Cioè, quasi sempre.
Come gli sarà venuto in mente di voler abbassare così il target dei suoi lettori?
Cioè, Signor Flannery, lei è un pazzo.

martedì 2 novembre 2010

mareggiata

L'immagine di una litigata fuori misura, braccia che si agitano, due facce distorte dalla rabbia.. ma infantile. Come piedi di bambini che strepitano in modo assurdo, incontenibile, per le patatine negate fuori orario.
Le facce sono di adulti però, consapevoli e duri, le voci si fanno più acute per sovrastarsi.
Penso ora finisce male però no, guardo meglio; si sfiorano nei corpi con la delicatezza che non usano nelle parole. Mi sono persa nei loro movimenti, tappandomi le orecchie, e sembrava una danza tribale di corteggiamento.
Si sono allontanati, tendendosi, per mano.
E mordendosi il collo.
Non finisce.

domenica 3 ottobre 2010

(Sunny)

Din din tin
il cucchiaino nella tazza del caffè
cosa facevo prima?
sfrschhh
plastichetta dei biscotti, che non sai mai se la ricicli nella carta o nella plastica
per non sbagliare, indifferenzio.
pluck
biscotto nel caffè

una volta scrivevo sui fogli e mi piaceva temperare la matita
ma poi usare sempre la penna nera, non blu
senza guardare dove
giravo il foglio per occupare i bordi, e in mezzo uno o più ghirigori.
ghirogoro. se è uno. prima ciccio e poi smilzo.
cosa stavo facendo prima?

lunedì 6 settembre 2010

Non so come hai fatto...

Avevo visto nuvole.
Ne ho scritto qui.
E lei, fatina, ha seguito il delirio.
Proprio come le ho viste io, senza averne prima parlato.
Empatia.
Grazie