L'omino maldestro e ripieno delle sue convinzioni
quel giorno scambiò il rispetto, la gentilezza e la discrezione
per genuflessione.
Ricevette in risposta un bel sorriso
aperto
che lo invitava a muovere lunghi e veloci passi
sul sentiero che lo avrebbe portato
dritto-dritto
affanculo.
Fu un brutto colpo per lui,
più che uno schiaffo morale
fu una scòppola virtuale
ma sempre meglio di una capocciata, vera.
La risposta è dentro di me. Ma io non avevo fatto domande. Senza saperlo, questo blog va, scemando.
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venerdì 4 luglio 2014
sabato 23 luglio 2011
e comunque mi chiamo Andrea
Che cazzo di occhi che hai.
In fuori, arrossati, liquidi e belli, verde riccio castagna un po' e un po';
tieni occupati 4 posti anzichè uno con lo zaino, i piedi, il giornale e un mare di cartine.
Stai a rollare da minuti 15 un'infinità di sigarette
che infili, meticoloso, nel pacchetto vuoto. E sorridi.
Anche Mauri lo faceva sempre perchè soffriva di insonnia come me.
Lanci pezzi inutili dal finestrino aperto e chiedi scusa, girato di un quarto a me che ti sto dietro.
E' solo carta. Poi sorridi e la stagnola del panino la lanci a canestro perfetto nel cestino della fermata.
Poi sorridi.
Fischi forte, tanto forte, apri il giornale sulla notizia del giorno, 90 morti, e fischi, ammutolisci e senza pensarci intoni Felicità di Albano e Romina Power.
Ti alzi, carichi tutto a spalle, ti volti, sorridi e scendi cantando.
Siamo tutti sulla stessa cazzo di barca, o no?
venerdì 18 marzo 2011
come volevasi dimostrare
"A volte ho l'impressione che la gente non mi ascolti, mentre parlo.."
"..Come dici, scusa?"
martedì 15 marzo 2011
TETRIS in mansarda
Capiamoci.
Sono pochi pezzi cianfrusaglia.
Il letto va nell'angolo a destra, sotto la prima finestra messo così
il tappeto
la cassettiera grande di fianco all'armadio
il piano che userò come tavolo, centrale, appoggiato al muro a sinistra
così non ci sta il tavolino
e la libreria?
Rifaccio.
Il letto nell'angolo a destra, ma messo cosà
la libreria di fianco
cassettiera e tappeto
tavolino
non ci sta il tavolo ora.
Cambio.
Metto il tappeto
la cassettiera
la libreria
il letto
il piano
il tavolino
..no, cazzo, l'armadio!!!
GAME OVER
Sono pochi pezzi cianfrusaglia.
Il letto va nell'angolo a destra, sotto la prima finestra messo così
il tappeto
la cassettiera grande di fianco all'armadio
il piano che userò come tavolo, centrale, appoggiato al muro a sinistra
così non ci sta il tavolino
e la libreria?
Rifaccio.
Il letto nell'angolo a destra, ma messo cosà
la libreria di fianco
cassettiera e tappeto
tavolino
non ci sta il tavolo ora.
Cambio.
Metto il tappeto
la cassettiera
la libreria
il letto
il piano
il tavolino
..no, cazzo, l'armadio!!!
GAME OVER
i traslochi sono il male, nel bene
martedì 1 marzo 2011
marmotte
Nevicava.
Me la sono presa comoda, dovevo consegnare la busta (giusta) per un appalto all'agenzia xyz e l'ufficio apriva alle 9.
Ieri ho visto "Non è un paese per vecchi", non lo farò mai più da sola.
E poi ho visto "Tutto l'amore che c'è", non lo farò mai più.
Aspettavo la primavera con ansia.
Se io potessi conoscere le ragioni di tutto ciò che faccio, non sarei qui; chissà, forse sarei in una cavità sotterranea a sgusciare le ultime noci e a temere per il prolungamento della stagione fredda.
O forse sarei la protagonista di un film che parla del golf e mi chiederei come è possibile che Will Smith filosofeggi.
In realtà mi era venuta voglia di baciare, avendo sotto mano solo gatto, dopo averlo pacioccato un po', mi sono ridotta a guardare il secondo filmetto e a chiedermi "com'è che non mi è mai venuto in mente di indossare una giacca al contrario?".
Non mi è nemmeno passata la voglia di baciare, anzi, si è arricchita di altre voglie che non starò qui ad elencare.
Ho consegnato la busta giusta, ho sorriso da ebete, ho camminato sotto la neve, guardato fuori dal finestrino del bus, osservato il bianco con la voglia di scendere, inoltrarmi nel bosco e sciogliere un pezzo di quella distesa immacolata con il fiato, le lacrime, il piscio e il vomito. Mi bastava lasciare un segno.
Peccato. Non l'ho fatto.
Resisto, mio malgrado, alle tentazioni.
venerdì 18 febbraio 2011
di una certa-qualche utilità
papillote /papijɔt/ 
s. f.1 diavoletto (m.), bigodino (m.) (di carta): avoir la tête en papillotes, avere i bigodini in testa; (fig.) tu peux en faire des papillotes de cet article!, con questo articolo puoi farci le barchette! 2 (cuc.) cartoccio (m.): cailles en papillotes, quaglie al cartoccio 3 carta di caramella.

s. f.1 diavoletto (m.), bigodino (m.) (di carta): avoir la tête en papillotes, avere i bigodini in testa; (fig.) tu peux en faire des papillotes de cet article!, con questo articolo puoi farci le barchette! 2 (cuc.) cartoccio (m.): cailles en papillotes, quaglie al cartoccio 3 carta di caramella.
La parola è tratta da:
il Boch - quinta edizione Zanichelli editore
il Boch - quinta edizione Zanichelli editore
Ha ricevuto questa e-mail in quanto iscritto alle parole del giorno dei dizionari e delle opere di consultazione Zanichelli.
mercoledì 16 febbraio 2011
l'amarone è amarissimo, fratè..
disegnavo cerchi e petali nel vetro appannato.
Poi li vedo, due amici, un uomo e una donna, e i due calici di vino.
La questione parte dalla fionda della lingua femminile a molla che elabora un concetto di fiele
"che poi, secondo me, se qualcuno che hai amato tanto non senti più nemmeno il bisogno di insultarlo, allora davvero credo che non lo ami più"
L'uomo si rabbuia.
"questa è una fionda. questa cosa mi fa pensare"
Sembrano conoscersi da tanto. Invece no.
Lui l'ha solo immaginata ingolfarsi di pop corn col pigiamone dalle maniche lunghissime e i calzini pesanti .
Lei lo ha immaginato limonare ad ogni angolo della classe, con ogni volta una ragazza diversa.
Si sono mancati per poco sul brucomela alla sagra della frittella; si sono quasi sfiorati a un concerto di Elio e le storie tese, ma lei stava nell'angolo in basso a destra e lui cercava con lo sguardo la donna della sua vita, fissando solo le ragazze già in coppia; hanno guardato il mare, uno a ponente e l'altro a levante; messo gli occhiali, acceso la radio, lavato i denti e bevuto il caffè alla stessa ora, chissà quante volte.
Ma in luoghi diversi.
"Scusa, non volevo ferirti"
"Non ho detto che mi hai ferito, dico solo che hai detto una verità che può ferire".
Lei pensa: ecco che ora devo consolarlo.Lui pensa: ecco un'altra rompipalle con la verità tascabile.
Invece no.
Potrei fare come Melissa P. e scrivere un romanzo osceno e diventare ricca e famosa.
Pensavo a un titolo come "250 colpi di macete prima dell'aperitivo"..
No, ti vedo più a scrivere "Cento scappellotti da mio padre dopo avergli dato la pagella".
Lo voglio più noir, più noir.. "250 aperitivi PRIMA del colpo di machete"?
Ti dò un titolo autobiografico: "250 colpi a salve prima della botta e via", come lo vedi?
INCHIAVAbbbILE.
No, scusa, ma questo è un titolo per una canzone di Zampaglione.
Quanto mi piacciono 'sti due?
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