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martedì 7 dicembre 2010

a volte non lo so cosa volevo dire

Riposa beato di giorno
a gambe nude
le allarga e le stende, riprende le forze
respira leggero
solo muove le dita, come cercasse.
Si allena.
Questa sera arriverà,
per scompigliare i capelli
intrecciarli
annodarli
come rete da pesca
per farfalle d' acqua.

martedì 26 ottobre 2010

finita la pioggia

Appesa a un filo di erba
afferro una goccia di pioggia sospesa
 e la sento scivolare tra le dita
poi le  scuoto fortissimo
per liberarne tante al posto di una.

Brrr che freddo
Ma  hai visto che fai? Mi stai schizzando!
Non guardo, non sento,
mi appoggio alle foglie.
A me piace giocare.

Sei un folletto, mi dice,
ridendo di denti canini da sotto il cappello a punta.
Non vale la predica fatta da te, spiritello;
a me  piace (spesso) scherzare.
Di scherzo innocente che ruba i sorrisi, 
per respirare la gioia che, a volte,
qui dentro non c'è.

domenica 10 ottobre 2010

mania(ca) o dell'umidità

Il freddo umido mi mette lo scazzo, addosso e dentro le ossa.
Mi rifiuto di fare il cambio di stagione.
In qualunque stagione.
Tengo mischiati maglioni invernali con canottiere leggerissime.
Ho messo il cappotto per uscire, aperto-slacciato ma sempre cappotto.
Mi piace provare i vestiti trasparenti estivi cortissimi e svolazzanti soprattutto quando fuori fa un freddo becco. E immagino quelle scene da film dove lei si presenta a casa di lui con un cappotto pesantissimo e sotto indossa solo biancheria intima.
Sono tentata di farlo, prendere il bus così agghindata sapendo che gli altri non sanno.
Un po' come il maniaco con l'impermeabile.
Che se non piove, però, lo riconosci subito.
Sarà l'umidità che stimola la perversione..

domenica 22 agosto 2010

le lucie del lago di Como


Ho scoperto che il mio nome è una barca a due remi,
con tre archi di legno.
Quel nome lo porta anche una tizia con un numero elevato alla enne
di spilloni infilati nei capelli, a raggiera,
una specie di madonna kitch
che ha ispirato quello scrittore risorgimentale
che l'ha infilata in un romanzo lungo e noioso
che ha inizio sulle sponde del lago.
Le storie ancora oggi si moltiplicano in maniera esponenziale, con l'aggiunta di riferimenti a nuovi personaggi, le storie galleggiano sull'acqua e sciano fino al centro del lago dove affondano e, mangiate dai persici, te le ritrovi nel piatto a cena, col riso in cagnone.

Le premesse c'erano tutte, già ai tempi del Manzoni, ma lui, ahimè, l'ha fottuto la conversione alla religione cattolica.
A noi invece la Provvidenza ha lasciato George Clooney.