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sabato 2 febbraio 2013

sogni mitologie estinzioni

Il Creatore in quei giorni riteneva che ci fosse un po' troppo casino nel giardino dell'Eden.
Da quando aveva lasciato carta bianca all'amministratore delegato, non ci si capiva più nulla dei nomi, delle cose e del perchè; soprattutto non si capacitava di come avesse potuto fidarsi di quello, l'ultimo a cui avesse dato un nome.
Ricordava solo che si stava riposando, dopo l'estenuante fatica per la divisione della notte dal giorno e del brunch dall'happy hour, quando questo tizio, anziano già allora, gli aveva bussato sulla spalla
"scusa, Signore.. "
e lui si era infuriato urlando E_NOeh!!, che quello si era appropriato dell'appellativo, nonostante il cazziatone. Se sono Signore mi dai del lei e mi dici "Scusi, Signore".
Comunque aveva osservato le sue creazioni, coi nomi suggeriti da quello e aveva cominciato a innervosirsi.
C'erano il pettirozzo*, uccello coraggioso ma assai cafone e sbrigativo;
il baritonno pesce dalla voce profonda che però deliziava solo gli abitanti del mare;
il dobarman, un cane a preparare cocktails;
il cormonano, pennuto piccolo,troppo, troppo, troppo piccolo;
il pesce spalla, che se non stavi attento ti rubava le battute;
la scoloprenda, così altruista e magnanima ma sempre e solo delle cose non sue;
il bue meschato*, quello faceva faville nei club priveè;
il pappagorgia*, volatile sosia di Aldo Fabrizi;
l'uzignolo che era un pericolo pubblico;
il pescecanne*, lento merluzzo giamaicano;
l'anasconda, timida ricettatrice;
il trichecca*, tutto brillante di paillettes, in mezzo alla neve;
il pirlanha*, pesce aggressivo ma sciocco (da non confondere col perlanha, dalle soffici squame);
la giraffaella*, dal collo lunghissimo e la frangetta biondo platino;
l'orso polase*, un grosso mammifero sempre a corto di sali minerali;
il labbrador. Il labbrador... su quello aveva esaurito i commenti. 
Destinazione: estinzione.
E poi gli erano comparsi davanti questi altri, che quello diceva di dover salvare; "Scusa, signore:"  e di nuovo!! io questo lo faccio invecchiare male.
"E vabbuò, l'hai detto tu che manderai la perturbazione schiattamorto e qui rischiamo di annegare".
"Vediamo che si può fare." Ma no, non si capacitava.
Ad esempio, il mangusting. Quello si era riprodotto che non aveva neanche 9 giorni, con 'sto harem di femmine e mica ci stava poco a trombare. Ore e ore e ore. 
Meglio farne due, uno cantante , l'altro femmina. Punto.
E la tartarucola? ma che ci stava a fare la rucola sul carapace, finchè non inventava la pizza e il fiordilatte e i pomodorini? Guardò la forca assassina e disse "sei tautologica così, mi spaventi tutti gli altri.
E tu, eleante.. ma che nome è?? cosa sei, una domanda inevasa? un armadio senza stagioni?? Già che nulla si distrugge se l'ho fatto io o il bosone o Higgs, alla prossima alba del mondo ti prendi quella effe.
Ok, se ci siete tutti, salite sulla Barca di Noè."
"Aspetta, signore"
Io questo lo affogo.
"C'è ancora il lomrico."
"Che?"
"Il lomrico."
"Allora dai, anche il loc.. lorm..il lorc..
Salite a bordo di questa cazzo di -Arca, se abbiamo finito." 

* il legittimo proprietario dei nomi col cappello d'asterisco non verrà citato, se non dopo compenso/mancia/tinteggiatura pareti/lettura della mano/piega lunga/soggiorno termale all inclusive. 

venerdì 20 gennaio 2012

sono rimasti in 1

Non è sempre stato così ma questo è il mio periodo revival o vintage, fate voi; sto riequilibrando le pieghe della psiche oltre che la flora batterica quindi devo pensare a Mimmo. 
Lo riempirei di randellate, più spesso che volentieri e non per punirlo ma perchè il suo lamento abbia una serie giustificazione. Non è sempre stato così, lui; c'erano anni che girava su un'auto blu scuro tipo questa per le strade del nord est ovest e centro Sardegna, schivando cinghiali e non capendo un emerito nulla della lingua sarda, ma con l'intento preciso di rimanere lì finchè non avesse compreso almeno un'intera frase. E alla fine ne parlò un dialetto molto bastardo.
Quell'auto lì, ad ogni modo, aveva un problema: i fari. Accesi. Sempre. In anticipo sui tempi, dico io.
Chiunque incrociasse nelle ore diurne, si prodigava nel mimargli il gesto che voleva dire solo una cosa: LE LUCI. 
Mimmo era uno serio, ma di spirito. Sollevava il braccio sinistro per fare intendere che aveva inteso e annuiva, aggiungendo Grazie, fatti i cazzi tuoi

mercoledì 23 novembre 2011

neanche a farlo apposta

Mercoledì, 23 Novembre 2011
La parola di oggi è: appauvrissement

appauvrissement /apovʀismɒ̃/
s. m.impoverimento: appauvrissement d'une famille, impoverimento di una famiglia appauvrissement du sol, impoverimento del terreno appauvrissement du sang, impoverimento del sangue appauvrissement d'une langue, impoverimento d'una lingua. 
La parola è tratta da:
il Boch - quinta edizione
Zanichelli editore

Adeguata oggi, più che mai.

giovedì 6 gennaio 2011

astenersi perditempo

Ci riesco a pensare alle cose di oggi
perchè, prima o poi, arriva l'ora delle pulizie
ho ritrovato tra i cuscini del divano, sotto, in mezzo
cose perdute
dimenticate
una corda per saltare
un biglietto del treno
un topolino finto senza coda
tutto sgraffiato
e polvere, polvere, tanta polvere.
Ho nostalgia, adesso che ci penso
era più d'impatto la scopa;
ramazzi e sollevi, fai nuvole che si spargono
e ciò che sta sotto si ritrova sopra
creando il vero caos
nel mio ordinato disordine.
E come se non bastasse,
la vecchia befana si è trasformata
in giovane rappresentante del folletto..
che viene ad aspirarti i marroni anche il giorno di festa.
Già che c'era, dovevo approfittarne.

venerdì 31 dicembre 2010

In occasione della festa (cose che si perdono)




..il cavatappi??
prova a vedere se trovi un cavatappi..