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domenica 6 novembre 2011

mani in mano

E piove sempre più forte.
Ammetto che la massa d'acqua marrone e compatta ha un effetto ipnotico guardata dalla finestra picchiettata di gocce; mi inquieta quando ci vedo passare, dopo e oltre le bottiglie vuote, qualche tanica, un pallone, pneumatici, foglie, rami, rami attaccati a pezzi di tronco, poi tronchi, poi alberi interi. Uno, due, tanti.
Mi chiedo da dove, a monte, arriva,
e dove, a valle, spero non faccia danno.
Il ponte a nord è sorvegliato, li vedo di qua i lampeggianti. 
C'è qualcuno che passeggia tranquillo su quell'altro ponte, si ferma anche, scatta delle foto.
Il parapetto è abbastanza alto.
Continua a piovere, sempre più forte.

domenica 16 ottobre 2011

come un incubo

Il potere e la violenza mantengono lo stato di fatto, 
si scontrano solo in apparenza, 
alla fine viaggiano a braccetto.
Manganelli e bastoni
caschi e passamontagna
scudi di plastica e barricate
arrivano nella stessa piazza, sfidandosi in un duello antico
che non ha vinti nè vincitori;
solo vittime, tra chi non appartiene a nessuna delle due fazioni. 

guarda
leggi
pensa

giovedì 24 febbraio 2011

mi ritorno in me

devo ricordarmi le piccole cose,
sorrido,
ri-penso,
endorfino,
conosco,
parlo lentamente,
imparo a dire "no".
autostima, no autoscontro.

lunedì 14 febbraio 2011

Mele bianche

"La Pazienza non vuole mai aprire la porta al Dubbio, poichè è un ospite sciagurato.
Usa tutto ciò che è tuo senza fare attenzione a non distruggere quanto hai di più fragile e insostituibile. Se ciò accade, si limita a scrollare le spalle e se ne va.
Senza chiedere il permesso, porta spesso con sè amici equivoci: la diffidenza, la gelosia, l'avidità, e tutti insieme si mettono a spadroneggiare e a cambiare la disposizione dei mobili nelle tue stanze come vogliono. Parlano bizzarre lingue misteriose senza preoccuparsi di tradurre quel che dicono. Cucinano strani piatti nel tuo cuore che lasciano strani odori e sapori ancor più strani.
Quando finalmente se ne vanno, che ne sarà di te?
Ti lasceranno felice o addolorato?
Rimane soltanto la Pazienza con la ramazza in mano."
Mele bianche, J.Carroll

L'autrice/attrice di questo blog ha più pazienza di me.
Più dei suoi parenti stretti, ma larghi, e lontani, ma incombenti.
Più pazienza di chi la guarda di sbieco fumare alla fermata del bus.
Più pazienza dell'amico che la ascolta inveire contro il male tutto, in certe giornate di odio generalizzato per il genere umano (amico compreso, si sappia).
Più pazienza degli uomini che ha frequentato.
L'autrice di questo blog sta parlando di sè in terza persona.
Ne deduco sia vicina alla schizofrenia.

venerdì 19 novembre 2010

Fuori campo

Il fruscio crocchiante del tappeto di foglie e rami m'incanta. 
Pare un peccato schiacciarle, ma è un peccato necessario per attraversare il bosco; mi fermo per ascoltare il lento lasciarsi andare e tornare delle forme degli alberi, che si rilassano e ticchettano, gocciolando l'umidità della nebbia. Fitta.
Il richiamo è forte a lasciarmi andare, fiduciosamente, nell'avvampare delle foglie, che diventano rosse, invecchiando, tra questi rami. Lenta lenta la nebbia si scioglie e il cerchio arancione sfuocato diventa più giallo, più caldo. 
Voglio chiudere gli occhi e rimanere qui il tempo di  arrossire del calore del sole, addormentata fra le braccia legnose finchè non mi spunteranno germogli fra le dita.

No, dai, fa troppo freddo.
Davanti alla stufa non si sta meglio?

La voce fuori campo mi rompe sempre la poesia. 

domenica 3 ottobre 2010

(Sunny)

Din din tin
il cucchiaino nella tazza del caffè
cosa facevo prima?
sfrschhh
plastichetta dei biscotti, che non sai mai se la ricicli nella carta o nella plastica
per non sbagliare, indifferenzio.
pluck
biscotto nel caffè

una volta scrivevo sui fogli e mi piaceva temperare la matita
ma poi usare sempre la penna nera, non blu
senza guardare dove
giravo il foglio per occupare i bordi, e in mezzo uno o più ghirigori.
ghirogoro. se è uno. prima ciccio e poi smilzo.
cosa stavo facendo prima?

domenica 5 settembre 2010

Berta e Saverio

Lui sonnecchia, quasi annoiato.
Se ne sta acciambellato sul divano a leccarsi con veemenza;
d'un tratto addrizza le orecchie,
perchè sa che lei sta arrivando.
Lei prima era sul letto.
Poi si tira su, stiracchia le zampe e gli zompa di fianco, addosso, puntellandolo e abbracciandolo.
Si fa fare la toeletta, smorfiosa gatta pigra e indolente.
E lui ci sta, un po' per piacere, un po' per prepotenza.
La lava, la lava. Si tiene addosso le zampe, si fa spingere e abbracciare.
Pur di leccarla.
Non conoscono mediazioni.
Sono morsi e soffi quando è ora di allontanarsi.
Per tornare alle posizioni di partenza e ricominciare a giocare.

Invidio questo loro rapporto di esclusiva comprensione superficiale.

sabato 3 luglio 2010

.

Posso andare a capo
e lasciarmi accarezzare,
ancora
?

lunedì 21 giugno 2010

la prima vera sbronza

"Beh. 
Se ti torna in mente, non può essere quella.
La vera sbronza non possiede
memoria.
Il ricordo 
è il dopo-sbronza. 
Riformula.
O ridimensiona."

Alla gente, mi piace scartavetrargli i ricordi.
E anche un po' i marroni.

mercoledì 16 giugno 2010

Riflettete


! ozzaugs ic am ,eedi etrec onognev im éhcrep os noN

lunedì 14 giugno 2010

Ti ho detto "ciao"

Io la mia strada
Tu la tua strada
La sorpresa è stata incrociarle-incrociarci.
Un accrocchio mai visto, una folata di vento, uno sgambetto,
un fiore, un germoglio.
Ho desiderato continuasse. Così. Per sempre.
L'ho detto, accidenti. Per sempre.
In quel tempo ho liberato sogni e aspettative, trasformandole in prospettive.
E ti ho visto di spalle continuare.
Tu la tua strada.
Io, la mia..
e che faccio ti seguo? no, non è cosa. Tu corri corri corri.
Ma che, scappi?? 

magari, al prossimo incrocio.
..Ti aspetto col cric!   

Info

di Mina

domenica 6 giugno 2010

il pranzo della domenica

Non ricordava nemmeno come c'era finita sotto quel tavolo.
Non ricordava nemmeno cos'era; stava carponi, chinata tanto da sfiorare il pavimento col naso.. a cercare nutrimento tra briciole e avanzi, rovistando e grattando con quelle che erano state le sue mani.
Sopra il tavolo loro mangiavano e ridevano, quella cosa sotto aspettava solo che per distrazione cadesse qualcosa.
Ricominciò di nuovo a fiutare, ma no, era tutto secco, marcio, incrostato, impossibile cibarsi.
Nella foga di cercare, si ferì e cominciò a leccarsi per levare il bruciore e pian piano vide che sotto lo sporco c'era la pelle, la sua. Aveva dimenticato. Sotto era pulita e viva, come si era ridotta così? Si leccò ancora, si strofinò, usò i lembi della tovaglia per levare quella corazza di terra e schifo e si vide,ancora così bella.. si ricordò, della promessa che avrebbe avuto di più se fosse rimasta chinata, ad aspettare. Invece ogni giorno restava sempre meno per lei, aveva imparato a farsi piacere gli avanzi di giorni per non patire..
Quanto tempo era passato? Cos'era adesso?
Lo fece d'istinto, senza curarsi del dolore delle ossa piegate e irrigidite, si tirò su, in piedi, rovesciando il tavolo e quello che ci stava sopra. 
E si accorse che seduto a quel tavolo non c'era rimasto nessuno.
Pianse. Per il tempo perso.
E rise. Perchè il tempo non era perduto.

giovedì 27 maggio 2010

e sarà vero anche il contrario.

Irrazionale.
Che non sei.
Metodico, preciso, perfettino.
Tutto in ordine, schedato, rigorosamente programmato.
Che se perdi il filo, ti si rizza anche il pelo, quello perso e ..si sa, si perde il pelo ma non il vizio.
Quello è riposto, piegato e inamidato per le grandi occasioni.
Io, che ti farei..

mercoledì 19 maggio 2010

rimozione coatta

8 zampe mi ha fatto tornare in mente di quando avevo 13 anni.
E andavo a catechismo.
Odiavo andarci così come all'oratorio, ma
1. mia nonna mi avrebbe presa a badilate,
2. mi piaceva uno degli animatori,
3. il frate che diceva messa, a noi chierichetti (facevo anche quello), ci dava l'ostia inzuppata nel vino.. 
Dopo la cresima ho parlato brevemente con la nonna e ho cercato di farle capire che i sacramenti importanti li avevo presi tutti (a parte matrimonio ed estrema unzione), quindi diventava superflua la frequentazione del luogo. E dopo lo schiaffone, che ricordo perfettamente, mi sono avviata mesta e pesta all'oratorio.
C'era sempre Gloria, la svanita che mi chiedeva "ma tua mamma non viene mai?" a cui dovevo rispondere "NO stordita, lo sai bene che sono orfana, non sta bene. Anzi, proprio a terra.. ahahha"
E la stronzetta di cui ho rimosso il nome che oltre ad avere tutte le barbie, la casa, la piscina e il camper, subaffittava le scuderie di Ken ai minipony. "Sai, per il mio quinto anniversario del -mi è caduto il dente- papi mi ha regalato.. la Barbiesposa. Lei e Ken sono fidanzati, sai?".. "SI, si ma dovresti provare a vedere se al piano attico Ken si sta sbattendo la barbieballerina, però"
Non ero molto brava nei rapporti sociali, forse.
Vero è che trattenere tutti questi pensieri non doveva farmi un gran bene, perchè un pomeriggio di un venerdì santo, dopo la mestizia e i vari incontri, durante le prove per la messa pomeridiana, inciampo nel saio del chierico di fronte, mi attorciglio nel mio e cado dritta dritta in terra, spargendo incenso santo per tutta la navata. Tirando giù una piccola, piccolissima bestemmia, che sarà stata? avevo 13 anni e mica li conoscevo tutti i nomi di dio.. Sta di fatto che il frate ha convocato mia nonna, con aria costernata le ha raccontato l'accaduto, scuotendo più volte la testa e mimando il fulmine che cala sul mio capino. 
Ricordo pomeriggi infiniti a sgranare rosari come penitenza, invece di guardare i cartoni o di scendere in cortile a giocare. Ma niente più messa, nè oratorio.
A quel punto, la libertà di recitare a mente i miei personali salmi al posto dell' ora pro nobis dovevo avercela stampata in faccia.

martedì 11 maggio 2010

metti un cerchietto

Giovane emo, quei capelli vanno portati a modo..

Non perchè siano un'offesa a una qualunque idea di pettinatura. Non mi permetterai mai.
Non perchè quando fumi, a momenti ti prende fuoco la chioma. L'autolesionismo è problema tuo.
Ti dirò. Non mi preoccupo neanche tanto dell'impossibilità di capire se sei maschio o femmina..

Però secondo me, quando vai in bici, dovresti per lo meno tenerli su, che l'auto in sosta prima di accartocciarti non l'hai nemmeno vista.

martedì 4 maggio 2010

signorina Primavera

Vabbè che volevi preparargli una cena a sorpresa
e per l'occasione sei andata a comperare 5 kg (dico 5!!) di lumache
si, si.. a lui piaceranno. In umido.
Peccato che nel baule della macchina, in tua assenza, siano scappate (s c a p p a t e?? le lumache??)
decorando il lunotto posteriore..
Che fare?
Raccoglierle, guardarle un po'.. no no no..
E' stata la pietà verso di loro, poverine,
e ti sei convinta a liberarle
nel suo giardino
-5 kg (dico 5)-
di chioccioline 
a banchettare coi lamponi e l'insalata
Le sue mani, di lui, nei capelli
quando con occhi spiritati
ti ha detto
"O mio dio!! ho il giardino invaso dalle lumache..!!!"

"mmh.. Sono un regalo.
Cioè per cena dovevano essere un regalo..
Ma  mi dispiaceva cucinarle.. Le ho liberate io"
" tu sei p-a-z-z-a!! ora le togli,
tutte,
una per una"

" Amore...ma sei scemo??"


Dopo 2 ore, lui con più calma.
"ok. erano i lamponi più belli e buoni che avessi mai coltivato.
Pazienza.
Ricorda due cose solo
1. non ti odio
2. non mi piacciono le rane fritte, ok?"

martedì 27 aprile 2010

Questo post è deprimente

Non fa bene ascoltare certa musica.
A sentire "Intimisto" dei C.S.I. a periodi ci ho riempito quasi un secchio di lacrime.

(Neanche ho voglia di linkare il video..)

La mia proverbiale attitudine all'amore credo si sia sciolta in quel secchio.

E a Giovanni Lindo gli è partito un embolo da quando ha cominciato a frequentare Giuliano Ferrara. Mi rimane il dubbio se si sia drogato troppo o abbia smesso di drogarsi troppo presto.

Che tristezza..