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venerdì 3 luglio 2015

Quando è

Quando in Italia una donna viene aggredita e abusata, è stupro?
Sui social le varianti dicono che
se lei è sposata e lui è uno sconosciuto, beh si, ma che ci faceva lì?
Se lei è sposata e lui è il marito, beh dai. (però se la uccide, poi dopo dicono che c'è stato lo stupro e le lacrime sono più calde).
Se lei è single, com'era vestita? perchè tempo fa se portava i jeans, per qualcuno non era stupro. E se aveva una mini o un abito succinto, allora se l'era cercata.
Se lei è  una prostituta, ma va, dài. E' il suo lavoro.
Se lei è italiana e lui extracomunitario, per salviniana regola, è stupro, sissignore*.
Se lei ha 16 anni e  lui è un extracomunitario, come sopra.  Però se lui oggi è un militare italiano belloccio e palestrato, dipende.  Da che ore erano, come lei era vestita, quanto lei aveva bevuto, che ci faceva lei lì, chi sono i suoi genitori, che persone frequenta.
Quella ragazza è solo un corpo, quel corpo è un oggetto, per qualcuno è sempre solo un possesso.
Non c'è scelta e non c'è libertà 
perchè dalla più sfacciata e disinibita
alla più casta e pudica
dalla più vecchia
alla più santa
dalla più puttana
alla più giovane
c'è ancora chi si arroga il diritto di definire la donna in un corpo, quindi in un oggetto, quindi in una proprietà; il come e il quanto va mostrato e le conseguenze che ne devono derivare.

Rasserenatevi: c'è chi mostra il proprio corpo e vi assicuro, non cerca niente. 
Ma quand'anche cercasse qualcosa, cerca sguardi, cerca complimenti, cerca magari occhiate, cerca consensi, perchè no, cerca approcci.
MAI,  e ho detto mai, cerca violenza e abuso. E se poi decide che è "No, non voglio fare sesso con te", chi la costringe, sta  esercitando quella violenza e non ha giustificazione alcuna.
Che quella donna sia più o meno vestita, che sia santa o sia puttana , uno stupro è uno stupro.

 
* Verrà comunque prevista la pena di morte/castrazione chimica/sterminio di massa solo per i maschi extracomunitari.. gli va di sfiga (e di ricerca di consenso elettorale).

mercoledì 29 dicembre 2010

ap-posta-menti

Non mi parte più skype.
Dice che non si connette e non ne vuole sapere, aggiunge.
Forse è grave.
Forse è solo un momento. Oggi.
No, perchè invece due giorni fa mi si è anche smagnetizzato il bancopostamat (per la seconda volta in un anno, fortuna che mancano pochi giorni sennò entravo nel guinness).
E sai che fa, quando si smagnetizza il suddetto? che devi andare alla filiale di posta dove hai aperto il conto, e solo lì, bada bene, e compilare più e più moduli, in triplice copia, per farti dare numero 1 blocchetto di assegni, perchè non puoi prelevare allo sportello come nelle banche normali. No. Devi farti un assegno, intestato a te stesso medesimo, e ritirare il contante. Perchè senza il bancomat non sei niente e nessuno, e quello nuovo arriva dopo 20 giorni, e quando arriva, devi tornare in filiale per attivarlo, altrimenti non serve a una cippa.
Alle poste siete strani. Si capisce già dalla temperatura interna. Io, fuori, faccio lo slalom tra i pinguini e voi dentro siete tutti in maniche di camicia (gli uomini) e in decolletè (le donne).
Ce l'avete nel sangue il risparmio energetico, voi.
Mi ricordo com'era andata la volta precedente.
Ci credo che si formava la coda. No, non è per le lentezze burocratiche di utilità pari agli aggiornamenti di WindowSvista, neanche perchè eravate lenti e fancazzisti e parlavate amabilmente di vostri personali aneddoti, guardando di malocchio l'utenza come dire "che fai, origli, maledetto?", mentre la vecchia lì di fronte stava per avere un ictus nell'attesa di versare la pensione e con quella pagare le bollette.. c'èra la coda perchè Qui c'è il clima ideale, in ogni stagione. 
Savana d'inverno e Groenlandia in estate.
Alla fine tutte queste cose io già le sapevo e quindi non mi sono scomposta più di tanto.
Ho incassato l'abbandono della carta, recuperato il libretto di assegni, slacciato la sciarpa per non sudare come un caprone, predisposto il kit di assistenza per gli anziani in coda e mi sono diretta alla filiale, quella giusta.
Che era chiusa. Per rinnovo locali.
Mi regalate un lanciafiamme?

lunedì 15 novembre 2010

lanciami i componenti

Sono belli gli animali domestici. I gatti, più degli altri.
Fanno compagnia, meglio dei figli (che fanno troppe richieste inaccettabili) e meglio dei genitori (che pongono domande inutili che non hanno risposta). Fanno le coccole con più trasporto di un fidanzato, che usa anche lui il divano come seconda casa, ma non sanno ancora usare il telecomando, mi aspettano dietro la porta con quegli occhietti così allungati e dolci, con la coda dritta dritta, fortuna che non ne ho 44 di gatti messi in fila per 6, ma solo il resto, cioè 2.
Due tornado,
due armi di distruzione,
due masticatori,
due teppisti.
Sono un'associazione per delinquere.
Non li conto più i danni che fanno.
Oggi devono averci dato dentro parecchio con l'operazione polverizza la stanza.
Ok, qualcuno mi lanci i componenti. Stasera li distruggo.


..che con quella faccia da guappo, vuole mettermi paura..

lunedì 1 novembre 2010

quando ti chiedono cosa vuoi di più e tu rispondi: un futuro

Potrebbe essere accidia la mia. 
Non è che me ne faccia un cruccio; essendone afflitta, mi si dice, è proprio lì che sta il problema.
Che dovrei, potrei e allora farei. L'accidioso vive nella contemplazione e si assuefa (senza avere la benchè minima voglia di controllare come si scriva -assuefà-) constatando quello che è il suo operare.
Leggo che questo inverecondo peccato capitale nasce dalla soddisfazione e non dal bisogno. Analizzo la situazione e la contemplo, allora.
Insomma, cosa voglio di più se riesco a lavorare, tirando avanti la carretta, con la sveglia che suona alle 5.30 ogni mattina, senza rientrare a casa prima delle 19, quando penso positivo, potendo godere di ben due viaggi ad ammirare il panorama ogni santo giorno, per un totale di tre ore di gita giornaliere, arrivando a conoscere le sfaccettature di questa città e della sua collina in ogni stagione, col caldo-secco, il caldo-umido, la pioggia, la pioggerellina, la grandine, il freddo-becco, l'attesa, la corsa per non perdere la coincidenza, i ritardi, ogni giorno col dubbio il tour lo farò seduta quest'oggi o in piedi, con il gomito di qualcuno piantato nello sterno o nel fianco, come una specie di via crucis per noi poveri cristi della modernità?
Cosa voglio di più se porto a casa uno stipendio, a differenza di molti, che basta per più di metà a pagare l'affitto e per quello che rimane a sostenere le spese, per scelta (ovvio) ridotte all'osso e non alla necessità?
Io vorrei andare al cinema
comprare e leggere più libri
andare a teatro
viaggiare e non per lavoro
cose per cui, ora, se anche avessi i soldi, non avrei tempo
e vorrei comprarmi una casa, prima che la banca tiri fuori le trombette e i fischioni vedendomi anche solo entrare, pensando che io sia un barzellettiere vivente.
Io voglio sputarci sulla banca e ritornare al baratto che ha più senso.
Voglio un futuro fattibile senza ricorrere a prestiti, rateizzazioni a tasso d'usura, favori, ipoteche di dignità, prostrazioni a novanta e zerbinaggio, lotterie fregasoldi, scommesse, furti e spaccio di fuffa.
Senza dover lavorare per 12 ore, che io il viaggio non lo considero no un intermezzo, visto che è lì che lavoro ed è là, molto più in là, che vivo, e se ci devo mettere meno, allora trovamela tu una casa più vicina che io possa permettermi di pagare.
Dico che farei tanto, se avessi i mezzi e se per averli non dovessi dimezzare il mio tempo buono, perchè poi ti dicono: per avere di più devi dare di più.. BALLE. Forse è più vero: per avere di più devi darla/o di più. Vedo politici, amministratori delegati, dirigenti e pure artisti, diciamolo, spartirsi vagonate di soldi e non fare uno stramaledetto cazzo.
Analizzata la situazione, l'ho contemplata e la mia non pare, a me, accidia.
Perchè poi mi viene anche in mente che vorrei poter metter su famiglia, godermela e viverla. Al solo pensiero, voi le sentite le risate di sottofondo da sit-com americana degli anni ottanta? ecco, a me quelle non hanno mai fatto ridere.
Io sono incazzata abbestia. Della stanchezza fisica che diventa mentale e rende indolenti per bisogno di soddisfazione. 

martedì 19 ottobre 2010

Vicino a un anno di distanza

Ti ho rivisto vicino
abbastanza da rubare i desideri
non troppo da realizzarli
accovacciato sull'anima
per adombrarla
non per proteggerla
chino sul corpo per penetrarlo
senza avere il cuore adatto.
Invidioso della leggerezza che non hai
la superficialità ti fa corazza
di un per sempre che neghi
eppure l'hai decretato
in un tempo a cui non appartengo io.
Ho provato, così forte.

mercoledì 6 ottobre 2010

dalla parte di Lui (e mo' bbasta)

"Ora basta!!
L'uso inappropriato del mio nome, la mia continua invocazione è per me motivo di sconforto, ora come ora.
Sapete della mia esistenza da sempre eppure continuate a chiamarmi solo negli attimi di rabbia, di delusione, di ira.. perchèè?? Mi tenete appeso, inforcato, ma vi rivolgete a me solo nel momento del bisogno.
Ho donato a voi il mio figlio migliore e voi che fate?Lo sacrificate ogni anno in occasione delle feste; ma è anche mio il corpo, la carne che voi mangiate (buona parte di voi),  il sangue che versate, placando i vostri peccati, senza soffermarvi mai sulla sofferenza, sulla mia e quella dei miei figli devoti e della madre che li ha partoriti.
Voi, in fondo, non sareste nulla senza di me e senza ciò che tramite me.. ogni mia parte..  potete creare.
Esigo rispetto.

p.s. io esisto e davvero mi sono fatto in 3 per voi, ingrati."


Firmato

il porco

venerdì 1 ottobre 2010

capriole nel prato

Il gioco che preferisco si fa in due, che potrebbero diventare tre, ma col tre coperto, che c'è ma si percepisce solo, come un respiro troppo affannato e non come un rantolo, come un profumo che resta nel cassetto ma si perde sulla federa del cuscino.
Le regole sono due.
Nella dinamica del gioco è importante che chi conduce faccia credere al secondo che è lui, in realtà a guidare, e che lo creda fino alla fine; se si finisce fuori strada, potrà dirgli "è colpa tua".
Nella dinamica del gioco è importante che il secondo faccia credere al primo di essere convinto di condurre, fino alla fine, per potergli dire "scusa, mi dispiace".
Nel finale, sempre si finisce a rotolare giù per una collina, ma non è così traumatico, perchè non c'è strada, non ci sono colpe nè scuse, non c'è respiro affannato. 
Rimane solo il profumo, annodato ai pensieri.
Se il gioco è stato realmente condiviso, rispettando le regole, le mani si cercheranno ancora. Insieme a tutto il resto.

domenica 19 settembre 2010

beatitudine

Questo cielo nella stanza mi ricorda qualcosa. 
Il viola che vibra nell'armonica che suona, con l'organo sull'albero e l'infinito più blu delle mille bolle blu.
Canta canta e, Teresa, ti prego, non sparare, che sei proprio senza fine.
E chiudi quella cazzo di finestra, che l'estate è finita, dai, veniamo, in pace.

Fratello caramello l'hanno arrestato l'altro ieri sera, c'è poca poesia in questo perchè invece la pallina (persa ahimè sotto casa tua) Nigeria  ancora non l'ha trovata.
I bambini sul balcone han provato, chiamato, sussurrato
"Mamma, quelli han perso la pallina.." Sì, tesoro, dai entra dentro che c'è umido.
Cazzo di tossici!
Non ce l'avete una casa?
Il paradiso è in terra, perduto perduto.

Vieni qui vicino a me. Adesso te lo posso chiedere.
Ma non hai voglia di uscire? Li aiutiamo a cercare la pallina.
Adesso ti spiego una cosa..