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martedì 31 luglio 2012

piccole cose di felicità (mia)

il gatto delle nevi



arcodoppio, giusto un attimo

figuranti


il gatto alla frutta
il gatto divano



nascondino


l'insonnia dell'alba

atterra



la parmigiana di melanzane


cuore di pietra rosa carne

venerdì 10 giugno 2011

nel giardino del re

Sono rimasta a vagare tutta notte
e non facevo che sfiorarle le lenzuola
ho dormito son sicura
ho sentito il peso della sagoma di gatto che dormiva accanto
aderente
composto
e ti ho appoggiato la mano sulla spalla.

Voglio guardare nel tuo spazio
voglio rimanere estranea e ospite
voglio pernottare
voglio essere invitata
voglio guardare il mio spazio
voglio conservarlo
voglio invitarti
e voglio che ti fermi.

domenica 8 maggio 2011

Con indosso una gamba di pantalone,
una scarpa destra,
due unghie lunghe e una sola laccata.
Il rendimento imperfetto dell'equilibrio, misurato a distanze di micron e di chilometri.
A cena ho inzuppato le fragole nel latte, 
bevuto il caffè a cucchiaiate; ho smesso di conversare a tu per tu
più o meno 6 mesi fa.

lunedì 4 aprile 2011

vicini di casa

il mio dirimpettaio. lontano, lontanissimo
Sopra.
La prima colazione qui con i gatti esploratori, appiccicati alla finestra; 
loro osservano i gabbiani planare sul fiume.
Io osservo loro.
E in certe posizioni, si vede solo cielo dalla mia finestra.

il coniglio è dentro lo specchio, sono sicura.
Vivo.

giovedì 13 gennaio 2011

lascia la porta aperta, quando te ne vai

Una giornata bella come l'oggi, superficialmente afflitta da questioni e paturnie.
I pensieri sono aggrovigliati, sembra ieri che ho fatto un danno, oggi ero lì lì per aggiustarlo, ma la toppa ha ceduto causando una crepa, un'altra. I danni sono due, ora. Non riesco a pensare ad altro.  
Poi squilla il cellulare.
Ore 13.23.
Tutto si ferma. Si cancella il superficiale, la cervicale, e ogni altro piccolo-insidioso-inutile-contemporaneo-tormento d'amore e d'essere.
Mich è morto. Due notti fa. 
Particolari: assenti.
Salivazione: assente.
Si moltiplicano; telefonate, lacrime, perchè..l'ho sentito sabato.
NO sbagliato. Non l'ho sentito.
Abbiamo chattato, su skype.

Ora è rimasto il suo avatar, figurina tra le figurine, le sue parole ce le ho scritte qui, su questo schermo. Che mi ripete: cancella la cronologia, cancella la cronologia, cancella la...cancellala.
Stato-Non in linea
Ciao, Mich.
Io la tua risata non la dimentico, porca puttana. 

sabato 25 dicembre 2010

il signor innamorabile

Si intende di abitudini.
Le coltiva, nell'ora del risveglio, nell'unico quarto di mela sbucciata, nei calzini, nella pausa per il pranzo.
E' un contadino, di ulivi antichi e nodosi, dei loro rami pieni e dei frutti che raccoglie.
Si intende di attitudini.
Affina il senso, per abbracciarti nei pensieri, completarli e contemplarti.
Farne uscire canzoni, versi, passi, viaggi.
E' un navigante, tra ghiacci appuntiti, e non sembra ricordare la ferita che l'unico scontro gli ha procurato.
Ho incontrato il signor innamorabile nella tracce, sulla sabbia, di una barca trascinata in secca, in quei solchi tracciati dove piedi nudi lasceranno le loro impronte ad aspettare l'acqua.

sabato 14 agosto 2010

diVento

Seduta nel mezzo del prato.
Messe le cuffiette, attaccato la musica, chiuso gli occhi.
Quando li ho riaperti, l'erba alta del prato si muoveva col vento a ritmo p-e-r-f-e-t-t-o,
ondeggiando a destra.
E poi a sinistra.

Provato al mare. Quasi uguale.
I pensieri sono diventati bagnasciuga.
Ritirandosi avanti e indietro.

lunedì 2 agosto 2010

Nuvole

La signora gobba con la coda alta fa spuntare gli incisivi
e con l'indice alzato strepita parole di rimprovero.
L'uomo col naso sporgente solleva la testa e fa tremare il mento.
La voce gli si ferma in gola.. ha già visto quel dito e non lo teme.
L'ippopotamo col cappello li guarda tranquillo
e tranquillo fischietta e continua a fumare il suo sigaro.

domenica 11 luglio 2010

La vacanza

Se partire è un po' morire,
ad accompagnare la partenza
voglio un carro di giullari
che per il caldo
stanno immersi, come cialde
in una gigantesca vaschetta di gelato
niente creme, questa volta
qualche frutta
fico lampone mandarino e pesca
lì impalati mi fisseranno
con occhi lucidi e piangenti, 
cercando parole di congedo
le meno tristi
per poi affogarsi di e nel gelato
L'importante è che ricordino
sempre
come un gentil saluto
questa mia rima, l'unica per verità
"Vi ho lasciati sul più bello
con il gesto dell'ombrello!"
perchè è solo una vacanza.

giovedì 8 luglio 2010

Panorama

Non era tanto tempo fa.
Io e questo amico mio (amico vero al momento opportuno, che ti raccoglie da terra col cucchiaio e ti porta a casa e ti regge la  fronte mentre cerchi l'eco della montagna nel water!) parlavamo del nostro sentirci, a quei tempi.
Tipo un "come stai? come ti va?" ma più approfondito.

Io mi sentivo come se nella vita fossi stata abituata a salire e a scendere da una collina, a volte alta e a volte meno, senza un perchè e con la sensazione netta che avrei continuato all'infinito..
In salita, fatica, sbattimento, sete, sconforto, caparbietà.
Arrivavo in cima, mi guardavo un po' attorno, mi godevo il riposo.. poco. Durava un attimo, già ricominciavo con lo scrutare appena sotto, più avanti, poi oltre ancora col desiderio di scendere e andare a vedere che c'era nella collina di fronte.
In discesa, rilassamento, noia, apatia, depressione. E giù mi chiedevo che c'ero scesa a fare.. ma la curiosità era più forte di tutto il resto e di tornare indietro, non se ne parla nemmeno.

Se lo rivedessi ora, quell'amico, gli direi che ci sono.
Ho trovato un posto dove non sento l'ansia di andare; mi è rimasta la curiosità di guardare e scoprire ma qui c'è quello che voglio, che si rinnova, cambia e rinasce ogni volta.
Non so se è in alto o in basso, mi sa che non m'importa. Questo è lo spazio-tempo giusto per me, è aperto, ventoso e garbato, con le curve opportune e la visuale perfetta.
Potrei anche decidere di spostarmi da qui ma so, per certo, che qui tornerò sempre, perchè mi sento a casa.

martedì 6 luglio 2010

Attitudini

Mi piace il mio gatto, che per attitudine mi dorme addosso. In inverno. D'estate solo di fianco, ma le fusa si sentono fino al piano di sopra.
Odio guardare la gente che dorme con gli occhi aperti. Qualunque senso si intenda, va bene.
Lavare i piatti mi rilassa, mi fa concentrare e parlo spesso da sola mentre lo faccio.
Nella doccia, no. Sto in religioso silenzio e mi  ascolto. Quando sono da sola.
La cura per le persone che rispetto è importante. Le persone da rispettare le scelgo con la stessa cura.
Odio gli opportunisti, gli ipocriti, i frivoli e gli snob. E un po' li invidio, per la leggerezza che riescono a sopportare.
Ho un debole sfrenato per i pazzi, i sognatori, gli anarchici e le Donne.
Donne madri, sorelle, poetesse e fate.
Cucinerei da mattina a sera, per chi amo (me compresa) scegliendo gli ingredienti, sbucciando, tagliando, sfrigolando e impastando.
Piango sola, quasi sempre, per discrezione..
Mi incazzo sempre più raramente, ma quando mi incazzo faccio danni.
Mi piace star dentro alle cose, non al margine-semmai di fianco.
Guardo gli occhi e le mani di chi mi sta di fronte, ricordo le espressioni più delle parole.
Nella testa lascio lo spazio per il cuore, nel cuore per lo stomaco, nello stomaco per la pasta. Il fegato lo lascio da parte per il venerdì sera.
Mi piace far l'amore, costruirlo, nutrirlo e donarlo.
Scrivo e ho scritto lettere (d'amore quasi bellissimo) che tutti i destinatari a stento comprendono e hanno compreso.
Quasi tutti.

sabato 26 giugno 2010

26 giugno

Le gambe penzoloni, seduto sul bordo del parapetto a guardare l'acqua sotto.
Scorre, scorre..
Ha indosso pantaloni eleganti risvoltati al ginocchio, ha tolto le scarpe e la giacca sta appoggiata, piegata a rovescio sulla 24 ore lì di fianco, la camicia sbottonata fino a metà e le maniche arrotolate.
Fissa il fiume e dondola le gambe, pensando a un'occasione simile.

Il matrimonio. Emil e Luz. A bordo piscina, col calice di spumante in mano, pantaloni rimboccati al ginocchio e un caldo. Infernale. Sale il fresco dalla piscina, i tavoli lì vicino sono vuoti perchè ormai sono tutti sotto il tendone a ballare.. Il gruppo che suona non è un gruppo qualunque. Il chitarrista è il testimone dello sposo, il batterista è grande amico dello sposo, il cantante secondo chitarrista è il miglior amico dello sposo, il bassista è basso. Stanno suonando "Tanta birra sotto i ponti".
All'improvviso un urlo "Peppinooooooo.. se lo fai t'ammmmazzoooo!!!!!!!!!!!"
Lo zio di Emil si tuffa in acqua dopo una rincorsa affannata, sbronzo e sudato, in mutande e con la cravatta legata intorno alla fronte. La zia sbianca e lo tira fuori per l'orecchio sbraitando "Peppì, va fa'mmocc!".

Sono passati 14 anni da quel giorno.
Quel giorno era felice come oggi.

Walk On The Wild Side - The Best Of Lou Reed

di Lou Reed



Un grazie a Bagnetto per aver, involontariamente, risvegliato un ricordo.

sabato 19 giugno 2010

per quieto vivere, voglio essere un albero

Dipende da cosa intendi.
Per me, è quieto chi è felice, chi sceglie di esserlo ora, sapendo di poter correre un rischio, poi. 
Quanto è importante il presente?
Che alla fine è sempre inizio, tutti tendiamo a stare stiracchiati tra le visioni fotografiche del passato (più o meno comodo, ma conosciuto) e le visioni oniriche del futuro (più o meno scomodo, ma incappucciato).
La tensione non fa che allungarci, sempre più, la tensione ci assottiglia.. a spezzarti basta un fruscìo.
Quanto vale il presente?
Bisognerebbe essere alberi, con radici profonde, contorte e nodose ma sotterranee, con fusti solidi e rami protesi, allungati e aerei. Per poter avere frutti da far cogliere a qualcuno, chiunque sia.
Per rimanere alberi ora.

venerdì 18 giugno 2010

popcorn

Se l'umore è pessimo, per ragioni che non hanno nulla a che vedere con l'amore, che non esiste e se esiste vada a fottere qualcun altro, mi piace preparare il popcorn.
Come si deve. Qualità  e quantità.
Un cucchiaio di olio extra-vergine d'oliva, una casseruola capiente col bordo alto e un coperchio. 
Ma non uno qualunque. Un coperchio di vetro trasparente.
Il sollievo sta nel guardare i chicchi di mais sfrigolare fino a scoppiare e poi aprirsi rivoltandosi come un calzino.
L'unico ostacolo è il vapore acqueo, che dopo qualche secondo appanna il vetro.. ma, oplà! con un gesto veloce sollevo il coperchio e lo lascio subito ricadere, tornando a fissare il mais. 
Alla fine, spengo il fuoco e riempio una ciotola (quella più grande, più fiorata e più kitch che possiedo), metto sale in abbondanza, tanto che dopo rischierò la disidratazione, se scordo di tenere di fianco al divano la bottiglia d'acqua, e mi piazzo seduta sul tappeto a gambe incrociate, davanti allo schermo.
Mi guardo Alien, il primo.
Mentre mi strafogo di popcorn.
Mi piace Ripley, è cazzuta, intelligente e bella.
E alla fine si salvano lei e il gatto.
Fico.

martedì 1 giugno 2010

a proposito di perversioni

Ognuno ha le sue, di perversioni.

A Tony, piacevano le sirene.. così tanto.
Sognava esseri fantastici, col busto sinuoso di donna, dal seno sodo e perfetto. Perfetto di misura di tatto e di profumo.
Dalla vita in giù delfino, bellissimo in acqua, Tony poteva vedere la pinna caudale riemergere e chinarsi e nuotare, sfiorando i fondali.
Ovvio che fosse fantasia, ma il giorno che la vide, pensò che sarebbe stata perfetta, erano suoi i capelli che immaginava, sua la schiena, suoi i gomiti, sua la voce.
Doveva parlarle, sussurrarle quel desiderio, curioso di conoscere se lei lo avrebbe condiviso e soddisfatto.
Cominciò ad accelerare il passo, sempre di più, sempre più vicino. E non si accorse del motorino, che lo prese, per fortuna di striscio, facendolo rotolare a terra di testa.
Rinvenne, non sapeva dire dopo quanto, e stava steso sul marciapiede, con due enormi occhi verde-blu che lo fissavano.
Riuscì a dire "la sirena.. la sirena per me"
"Si, stai tranquillo! Ho chiamato io l'ambulanza..".

nota dell'autore
Sono una persona fortemente discreta ma non esente da perversioni. Preferisco semmai definirle aspirazioni (o anche ispirazioni).
La perversione di oggi era scrivere una puttanata vera.

sabato 29 maggio 2010

Solitaria

"Sarà poi vero che se ti soffio nell'ombelico ti si gonfia la pancia?"

Che potevo saperne dell'aria fresca, io?
Salendo, con gli alberi intorno, stavo in apnea per non perdere particolari.
Poi c'è un momento in cui credi di morire e i polmoni si liberano del sottovuoto, incameri ossigeno, vai in iperventilazione, a momenti svieni.
che il troppo è per poco
e non basta ancora
ed è una volta sola.
E la canto di nuovo.
per non respirare sempre solit'aria

Ovunque proteggi

di Vinicio Capossela

giovedì 20 maggio 2010

quello che c'è dopo

Uno spettacolare sorriso che sia una promessa mantenuta.
So che continuando a percorrere strade, da qualche parte si arriva.

Mousse al cioccolato con scorze di arancia candite.
E due dita di ratafià.

C'è un posto dove vorrei fermarmi più a lungo del previsto, mi stranisco nel sentirmelo dire.
Confido nel fatto che scapperò... il perchè, ho timore di saperlo.

What Sound

di Lamb

domenica 2 maggio 2010

Meduse



Mi ricordi l'odore e il sapore del mare.
Come pensare di poterli trattenere?
Meglio sentire e aspettare..
magari tornare.

giovedì 29 aprile 2010

Mare, le cozze e il mare

Sabato aprirò la calotta cranica con l'apposito cacciavite a stella, preleverò il contenuto (leggero, sì e piccolo) e lo poserò sul comodino. Poi partirò per il mare con l'amica del cuore (quindi si capisce che il cervello è giusto lasciarlo a casa).. due giorni due di niente che è tutto.
Parole, anche sciocche ma pur sempre parole
Passeggiate senza meta
Birra in spiaggia
Focaccia calda
Si spera, spaghettata con i frutti di mare, alla sera.
E se piove.. se piove sarà acqua ovunque.
Ma almeno una parte, sarà di mare.

lunedì 26 aprile 2010

sesto senso

Arriva un buon profumo dalla cucina, si sente lo sfrigolare della cipolla e poi delle zucchine tagliate sottili.
Se ci aggiungo un po' di curry e due gamberetti penso verrà una spaghettata che è la morte sua.. quel dito di vino bianco ci sta proprio, dai, metto metto.. tu aggiusta di sale che hai un sesto senso per il sale, la pentola sul fuoco -quella alta, io non sopporto chi li spezza gli spaghetti! - e già che vuoi apparecchiare la tavola, prendiamo i bicchieri alti,
di vetro colorato?
Questo vino è proprio fresco..
Dovremmo cenare insieme più spesso.